Portale Medievale.it   |   Blog Attualitā      Account Personale   |   Registrati   |   Login  
Google

Bonvicino, il Templare venuto da Assisi

L'interesse per il complesso Templare di San Bevignatre, e sul misterioso eremita perugino a cui la chiesa fu dedicata, è senza dubbio riconducibile alla figura del frate Tempalre Bonvicino
Bonvicino, il Templare venuto da Assisi
Il documento è tratto da: Bollettino "TEMPLUM" dell'Associazione Culturale Amici di San Bevignate

Bonvicino

Il recente restauro della Chiesa di San Bevignate [1] di Perugia ha riportato all'attenzione l'importante insediamento Templare costruito intorno alla seconda metà del dodicesimo secolo, prezioso contenitore di un ciclo pittorico che attesta la presenza del Movimento dei Flagellanti in Umbria, e punto di collegamento strategico tra le varie commende templari del centro Italia. L'interesse su questo complesso architettonico, e sul misterioso eremita perugino a cui la chiesa fu dedicata, è senza dubbio riconducibile alla figura di un frate - dall'appellativo frerus [2] quale sinonimo di membro di un Ordine militare, in questo caso Templare - tale fra' Bonvicino [3], cubiculare papale al servizio di ben quattro pontefici del '200. Probabili tracce dell'origine assisana del templare Bonvicino si trovano ne Les registres d'Innocent IV in cui sono menzionati il fratello, tale Rinaldo de Assisio [4] e un parente che risponde al nome del chierico Guglielmo de Asisio [5].
Inoltre il nome di Bonvicino compare più volte nella Vita Innocenti IV [6] di Niccolò da Calvi, già vescovo di Assisi, in qualità di mediatore di liti e controversie tra confinanti terrieri e soprattutto per l'aver ottenuto dal papa alcuni benefici ecclesiastici per il chierico Guglielmo.

Un personaggio interessante questo Bonvicino, il cui fatto di essere cubiculare (da cubiculum, camera da letto) lo metteva in condizione di trovarsi a stretto contatto del papa. Infatti era consuetudine da parte del papa in persona e della più alta cerchia ecclesiastica, affidarsi alla fiducia di uomini appartenenti a ordini monastici militari (Templari o Ospitalieri) in quanto fedeli servitori, capaci diplomatici e valenti amministratori di ricchezze come del resto i Templari seppero fare. Nella Basilica di San Francesco in Assisi, nel dipinto Sogno del Laterano di Giotto, è rappresentato il pontefice Innocenzo III che dorme, vegliato da due cubiculari di cui uno ha il mantello crucisegnato [7].
Abile amministratore di beni, il Bonvicino viene ricordato negli annali perugini come prezioso interlocutore tra la città e la Santa Sede; da lui dipendevano le ricchezze dei milites in gran parte dell'Italia centrale, nella Tuscia, nel ducato di Spoleto e nella Marca Anconetana. Infatti sarà proprio papa Gregorio IX a donare nel 1237 ai Templari l'abbazia di San Giustino d'Arna detenuta fino ad allora dai benedettini; un toponimo questo che poi prenderà il nome di "domus fratris Bonvicini".

Il 1 giugno 1240, sempre Gregorio IX in persona affiderà al solerte templare il difficile incarico di placare le ire dei fratelli perugini Bartolomeo e Oddone nei confronti dei "dissidenti" locali che abbracciavano le mire espansionistiche di Federico II di Svevia. Il frate Bonvicino si troverà ancora a dover affrontare l'Imperatore illuminato in qualità di ambasciatore nominato da Innocenzo IV per farsi restituire nel 1244 le terre conquistate durante l'egemonia sveva. Godette di piena fiducia da parte del successore, il papa Alessandro IV, in quanto era stato mandato a valutare il grado di accoglienza di una visita papale a Perugia, richiesta che però non venne accolta dal Consiglio cittadino. Di natura economica fu l'ambasceria, sempre nei confronti di Perugia, che doveva riscattare un prestito di 200 lire verso il papa, e di questa faccenda il Bonvicino si adoprò per stipulare una proroga. Infine troviamo ancora nel 1262, durante il pontificato di Urbano IV, lo stesso Bonvicino in qualità di pro bono pacis nel chiedere ai perugini la protezione della città di Cagli, liberata poi dal Manfredi. Resta il fatto significativo per la città di Perugia che troveremo frà Bonvicino a sovrintendere ai lavori di costruzione della Chiesa di San Bevignate, come si evince dagli annali della seduta del 18 maggio 1256 del consiglio speciale e generale di Perugia dove si legge "super quidam lettera, quam misit frater Bonvicinus super edificatione ecclesie sancti Benvegnati".

Resta ora difficile attestare l'effettiva conclusione dei lavori del complesso templare, anche se ci viene in aiuto una ulteriore testimonianza dell'ottobre 1262, in cui Bonvicino chiede ai canonici di Perugia "quondam marmoreum lapidem" in vista della imminente utilizzazione della chiesa. Appare quindi probabile che quest'ulteriore richiesta di pietra - in questo caso di marmo - sia forse da attribuirsi alla splendida mensa in pietra rosa di Assisi per l'altare ancora magnificamente conservato. Oltre ad aver contribuito in maniera decisiva alla costruzione di una chiesa dedicata al misterioso eremita perugino protagonista della Lezenda di fra Raniero Fasani, lo stesso Bonvicino si farà portatore - di concerto con la diplomazia perugina - di una richiesta per elevare a santità la figura di Bevignate [8] presso Alessandro IV convincendolo ad istituire una inchiesta "super vita et meritis beati Bevignatis". La richiesta sarà successivamente formulata dai perugini anche nel 1277 direttamente al Gran Maestro dell'Ordine Templare, Guglielmo de Beaujeu che si trovava a Viterbo per discutere con papa Giovanni XXI. Le ultime informazioni sul frate templare risalgono al 22 novembre del 1262, dove il nome di Bonvicino viene citato nelle Reformationes comunis Perusii, quindi appare probabile che la morte sia avvenuta di lì a poco.

Ing. Alessandro Piobbico
Accademico del Subasio - Assisi

Note

  1. TOMMASI F., "L'Ordine dei Templari a Perugia", in "Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l'Umbria", LXXVIII, (1981), doc. n.°2, pagg. 46-47.
  2. L'appellativo frerus e varianti, dal francese frere, nelle forme in volgare italiano divenne sinonimo di membro di un Ordine militare, come appunto la Milizia del Tempio.
  3. Per Bonvicino, cfr. U.NICOLINI in Dizionario Biografico degli Italiani, XII, Roma 1970, pp.471-472.
  4. Rinaldo de Assisio (n. 1249 - m. ?), in Les registres d'Innocent IV, ed. E.BERGER, Paris 1884.
  5. Guglielmo de Asisio (n. 1249 - m. ?), ibidem.
  6. Vita Innocentii IV, (X ed., F. PAGNOTTI, in Archivio della Società romana di storia patria, 1898).
  7. Gli ordini cavallereschi, a cura di F. CARDINI, in Medioevo Dossier n. 3/2000, De Agostini Rizzoli, pag. 10. "Fu solo a metà del XII secolo che Templari e Ospitalieri vennero autorizzati a portare una croce di color rosso sulle loro vesti. Si trattava di croci semplici, di solito a bracci simmetrici (croci greche)".
  8. IACOBILLI L., Vita dÈ santi e beati dell'Umbria, III, Foligno, 1661

Approfondimenti

La Chiesa Templare di San Bevignate  La Chiesa Templare di San Bevignate (Attinenza: 33%): San Bevignate ospita affreschi di eccezionale interesse internazionale, rappresentando una documentazione unica in tutta l'Europa e Medio Oriente sull'Ordine del Tempio
( nessun link trovato )
( Nessun commento )
Login
  Email:   
  Password:   
 Hai dimenticato la password? 

Ultimi Articoli

Ultimi Commenti

Articoli più letti

Medievale.it
Copyright © 1999-2020 Medievale.it <info@medievale.it>    Contatti |Collabora |Termini e Condizioni |Informativa sulla Privacy
Portale Medievale.it su Facebook
Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n.62, si dichiara che questo sito non rientra nella categoria di "informazione periodica" in quanto viene aggiornato ad intervalli non regolari.
HTML 4.01 Validator CSS Validator