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Declino e fine dei Templari

Cadute una dopo l'altra tutte le maggiori roccaforti cristiane in Terrasanta, ai Templari non resta che far ritorno in Europa. Dove però, per molti diventeranno una presenza scomoda
Declino e fine dei Templari

Introduzione

Il declino templare inizia con le sconfitte militari ed il rientro dalla Terrasanta, dopo la caduta di tutte le maggiori roccaforti cristiane d'Oltremare. Questo permise, da un lato di dare credito alle accuse, spesso interessate, mosse ai templari già da diverso tempo, dall'altro di far tramontare inesorabilmente l'ideale crociato, così sentito ed importante per l'esistenza stessa degli Ordini monastico-militari.

La presenza in Europa di un gran numero di Cavalieri, non solo templari, creò molte controversie. I costi per il loro mantenimento sarebbero stati accettati dall'opinione pubblica solo nell'ipotesi di una nuova spedizione per la riconquista dei luoghi santi.

Il declino dell'ideale crociato

Fu il declino dell'ideale crociato a segnare l'inizio della parabola discendente dei Templari. Fu proprio questo ad innescare la scintilla che rese accuse, il più delle volte ridicole, in macigni pesanti sull'Ordine.

Questa perdita di fiducia e vigore derivò principalmente dalle ripetute sconfitte militari subite.
La lotta contro l'Islam era vissuta come una sfida tra cielo ed inferno. Ecco le parole di una canzone del periodo della Seconda Crociata:

«Dio ha bandito un torneo tra Cielo e Inferno, e manda a dire a tutti i suoi amici che intendano difenderlo, di non deluderlo».

Il mondo cattolico aveva sempre spinto a credere che quello che Dio credeva giusto veniva reso direttamente esplicito tramite l'esito della battaglia. Per uomini cresciuti con queste idee era del tutto inaccettabile che i soldati di Dio potessero venire sconfitti in modo decisivo e definitivo, e che Gerusalemme, la città divina, potesse finire per sempre nelle mani di empi miscredenti. L'eventualità avrebbe significato un giudizio di Dio contrario all'ordine da lui stesso approvato e deciso.
Nelle parole di una poesia attribuita al templare Ricaut Bonomel, riferita alla perdita del castello di Arsuf, questo traspare molto chiaramente:

«...È, dunque, davvero folle combattere i Turchi, ora che Gesù Cristo ha smesso di contrastarli. Essi hanno sgominato i Franchi e i Tartari, gli Armeni e i Persiani, e continuano a vincere. E ogni giorno ci impongono nuove sconfitte: perchè Dio, che un tempo vegliava su di noi, si è adesso addormentato, e Maometto [Bafometz] pone la sua potenza al servizio del Sultano».

Si deve considerare anche che la visione che il cristianesimo medievale aveva dell'Islam era arrogante e severa. I cristiani medievali consideravano Maomento come chi era riuscito a distorcere la verità nel modo più perverso possibile.

Dante, ad esempio, classificò Maometto come il peggiore di tutti gli eretici, rappresentandolo nella Divina Commedia in preda ai tormenti del perpetuo sventramento.

In una situazione come questa i Templari, che rientravano in Occidente visibilmente svuotati della loro funzione eppure che ancora godevano delle loro vecchie ricchezze e privilegi, sembravano andare scandalosamente ad aggiungersi alla folta classe degli ipocriti clericali e dei parassiti.
Era stato un luogo comune della tradizione crociata credere che Dio avrebbe sorretto il proprio popolo contro i pagani. Se aveva cessato di farlo, era naturale cercare dei capri espiatori nella classe clericale; e , all'interno di essa, la più vulnerabile era la più piccola parte di clero che aveva anche uno status militare: gli Ordini monastico-militari.

Le prime accuse

Le accuse più insidiose mosse all'indirizzo dei Templari, sono quelle partorite dal crocista Guglielmo di Tiro. Egli, infatti, ebbe la capacità di diffondere enormemente le sue, probabilmente preconcette, considerazioni nei confronti dell'Ordine. Questo contribuì fortemente a generare un'aria di accusa generalizzata nei confronti dei Templari.

Guglielmo di Tiro scrisse il più completo rendiconto del regno di Geusalemme fino al periodo che precede la battaglia di Hattin, ed ebbe molta notorietà anche negli anni successivi alla sua pubblicazione.
In questa cronaca vengono spesso citati fatti che evidenziano un forte egocentrismo e cupidigia dei Templari. Tali considerazioni indussero a ritenere i Templari malconsiglieri ed avidi. Entrambe le accuse andavano a violare il codice feudale, che prescriveva, invece, la distribuzione sia di elargizioni economiche che di buoni consigli. Riporto alcuni fatti citati da Guglielmo:
la setta degli assassini era tenuta a versare un tributo annuo di 2000 pezzi d'oro. Guglielmo afferma che il capo della setta era pronto a farsi cristiano, ma i Templari, per non perdere il tributo, uccisero l'ambasciatore degli assassini che tentava di trattare con il re di Gerusalemme.

Guglielmo non risparmiava neanche considerazioni critiche nei confronti del Gran Maestro, Oddone di St Amand, accusandolo di essere arrogante, pieno di collera e senza timore di Dio né rispetto per l'uomo.
Altri fatti vedono i Templari come decisivi per le cattive scelte che portarono a dure sconfitte Crociate, come nel caso della fatale battaglia di Hattin del 1187. Quale miglior modo per accusare i Templari di malconsiglio?

Ulteriori critiche vennero mosse ai Templari dal papato stesso. Infatti il papa emanò, nel 1207, una bolla particolarmente dura che intendeva fermare la pratica di utilizzare dei predicatori templari per raccogliere fondi pubblicizzando il privilegio templare di infrangere gli interdetti della Chiesa. La bolla, che parla addirittura di "dottrine demoniache", fu sicuramente spinta dagli attacchi ai privilegi templari da parte dei Vescovi.
Al di là, comunque, delle minacce scritte, nella pratica non venne messo in atto alcun provvedimento, anzi, i numerosi privilegi in favore degli Ordini militari furono semmai aumentati.

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Link esterno  Ordre Souverain et Militaire du Temple de Jarusalem - G.P.L.I. (Attinenza: 6%)
Link esterno  I Templari a Barletta (Attinenza: 6%)

Riferimenti Bibliografici

Riferimento bibliografico  M. Barber - La Storia dei Templari - Piemme
Riferimento bibliografico  P. Partner - I Templari - Einaudi
Riferimento bibliografico  B. Marillier - I Templari - Storia e segreti del più misterioso ordine medievale. Edizioni L'Età dell'Acquario
Riferimento bibliografico  F. G. Giannini - I Templari - I Cavalieri del silenzio. Medioevo Dossier n. 2/2002. De Agostini - Rizzoli periodici
Riferimento bibliografico  A. Demurger - I Cavalieri di Cristo - Medioevo n. 6/1997. De Agostini - Rizzoli periodici
Riferimento bibliografico  L. Imperio - La nascita dell'Ordine del Tempio - Templari n. 1/2001. Trentini
Riferimento bibliografico  R. Pernoud - I Templari - FdF Edizioni cinetelevisive e a stampa
Riferimento bibliografico  M. Meschini - Battaglie Medievali - Il Giornale. Biblioteca Storica
Riferimento bibliografico  A. Demurger - I Cavalieri di Cristo - Garzanti
Riferimento bibliografico  J. Markale - I Templari. Custodi di un mistero. Sperling
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