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Gli Ordini dinastici

Storia e profilo degli Ordini dinastici, nati nell'intento di premiare una ristretta cerchia di gentiluomini selezionati da tenere uniti intorno al re

Introduzione

Nell'intento di premiare una ristretta cerchia di gentiluomini selezionati da tenere uniti intorno al re (o altro signore sovrano), nacquero i più rappresentativi sodalizi cavallereschi d'Europa, che possiamo definire Ordini dinastici.
Lo scopo reale era, infatti, quello di creare un sodalizio forte, una compagnia solidale e fedele, che desse le massime garanzie di incondizionata dedizione e fedeltà al sovrano.

I pretesti per la loro costituzione furono di volta in volta diversi, abilmente elaborati o ispirati da una casualità improvvisa, eroica o miracolosa in certi casi, apparentemente frivola in certi altri, ma sempre rispondenti al fine ultimo di riunire gli uomini del re, gratificandoli con onori e privilegi, in organismi altamente rappresentativi e agevolmente controllabili. A quesa linea non mancano le eccezioni, come per l'ordine supremo del Cristo, costituito in Portogallo, sulle rovine dell'Ordine dei Templari.

Ricordiamo gli ordini più celebri, giunti fino ai nostri giorni:

  • l'Ordine della Giarrettiera (inghilterra, 1344);
  • l'Ordine del Bagno (Inghilterra, 1399);
  • l'Ordine del Cardo (Scozia, 1540);
  • il Collare della SS. Annunziata (Italia, 1362);
  • l'Ordine costantiniano di San Giorgio e Ordine di San Gennaro (Due Sicilie, 1190);
  • la Milizia di N.S. Gesù Cristo (Portogallo e Santa Sede, 1318);
  • l'Ordine dell'Elefante (Danimarca, 1478);
  • il Dannebrog (Danimarca, 1219);
  • l'Ordine dei Serafini o del Cordone Azzurro (Svezia, 1334);
  • l'Ordine del Toson d'Oro (Spagna, 1429).

Ordine della Giarrettiera (Inghilterra)

Costituito, secondo le fonti storiche più attendibili, da Edoardo III nel 1344.
Secondo una versione "eroica" il segnale dell'attacco alla battaglia di Crecy (1346) sarebbe stato dato dal re in persona sventolando sulla punta della lancia un laccio azzurro, di quelli usati per assicurare alla gamba la calza. Inoltre la parola d'ordine nel campo inglese sarebbe stato garter, cioè giarrettiera. Non mancano altre versioni che ne spiegano la nascita, sicuramente meno epiche.

L'ordine ottenendone il riconoscimento (con il nome definitivo di Ordine della Giarrettiera e di San Giorgio) dal pontefice Clemente VI con due bolle, nel 1348 e nel 1349.

Ordine del Bagno (Inghilterra)

Costituito da Enrico iv nel 1399, anno della sua incoronazione.
Anche in questo caso l'origine è incerta. Non è da escludere il nome si ricolleghi all'usanza ricorrente di far precedere l'iniziazione cavalleresca da un bagno purificatore.
Si tratta di una pratica molto comune, tanto che ricorre nel lessico cavalleresco il termine di cavaliere bagnato per indicare, un cavaliere di nuova investitura.

L'Ordine del Bagno riveste tutt'ora un significato di particolare rilievo nell'ottica dell'unità britannica. Il suo emblema è contrassegnato da uno scudo con tre corone imperiali d'oro, che sotto il profilo religioso rappresentano la Trinità e sotto quello politico i tre regni d'Inghilterra, Scozia e Galles.

Ordine del Collare della SS. Annunziata (Italia)

Costituito nel 1362 da Amedeo VI di Savoia, detto il Conte Verde per la predilezione di quel colore negli stendardi e nel vestire.
L'Ordine, molto selettivo, era composto da quindici soli cavalieri, a lui legati da vincoli di particolare devozione, caratterizzato da un rapporto di parità tra il sovrano (uno dei quindici) e gli altri membri (definiti fratelli e compagni).

Nel simbolo dell'ordine risultano ancora oggetto di studio il significato dei nodi che adornano il collare ed il significato dell'acronimo FERT. Il numero dei cavalieri fu stabilito in onore delle quindici allegrezze della Vergine Maria e di tutta la Corte celeste.

L'Ordine non ha cessato di esistere con la caduta della monarchia in Italia nel 1946, ma è tutt'ora gestito da Casa Savoia mediante nuove regolari ammissioni. Trattandosi infatti di un ordine d'origine dinastica e familiare, antecedente alla costituzione del regno, ha vita autonoma e salda reputazione nei carnet dell'araldica europea, dov'è paragonato per spessore storico a quello della Giarrettiera.

Milizia di N. S. Gesù Cristo o Ordine supremo del Cristo (Portogallo e Santa Sede)

Costituita in Portogallo da re Dionigi nel 1318 ed assimilata dallo Stato della Chiesa l'anno successivo per "diritto di collazione" con bolla di Giovanni XII, senza che da parte portoghese vi fosse alcun assenso.

La situazione che ne derivò fu quanto mai anomala, persistendo nei secoli la doppia pretesa della corona portoghese e del soglio pontificio che continuarono ad amministrare l'istituzione, spartita in due rami, ciascuno per proprio conto.

L'anomalia risulta tanto più accentuata se si considera il motivo della nascita dell'ordine. Re Dionigi, "filotemplare", costituì la milizia per accogliervi gli ultimi cavalieri Templari, perseguitati nel resto d'Europa dalle autorità ecclesiastiche in combutta con la corona francese.

Il re del Portogallo accentuò la connotazione militare dell'Ordine, ponendo al primo posto tra i doveri dei suoi membri la lotta contro i musulmani ed imponendo ai giovani cavalieri un noviziato di tre anni di guerra oltre che i voti di castità e povertà. Dunque una sorta di ricostituzione dell'Ordine dei Templari.

Ordine del Toson d'Oro (Spagna)

Costituito nel 1429 a Bruges da Filippo il Buono, duca di Borgogna, era destinato in origine a riunire trentuno cavalieri di rango e virtù eccezionali, come gli Argonauti, mitici cercatori del Vello d'Oro, alla cui leggenda s'ispirava.

Non c'è da stupirsi che un sovrano cristiano si sia ispirato a un mito pagano per la costituzione di un ordine destinato a primeggiare nello scenario araldico europeo, poichè nel suo valore simbolico la vicenda del Vello o Tosone d'Oro (la pelle dell'ariete sacro a Giove ricercata da Giasone per preservarsi dalle potenze infernali e ritrovare il regno perduto) si avvicina moltissimo a quella del Graal.

Esiste una straordinaria analogia tra il Vello della tradizione mitologica pagana e il santo Graal di quella cristiana. La sacralità di entrambi ha origine divina: la pelle proviene dall'animale alato di Zeus, il calice dal tavolo dell'ultirna cena. Entrambi sono contrassegnati da intenti pietosi: l'ariete sottrae un fanciullo alla morte, il calice serve a raccogliere il sangue dalle ferite del Cristo. Entrambi hanno avuto rapporto con il sacrificio e con il sangue. Entrambi, infine, per i loro poteri sovrannaturali, sono al centro di una ricerca che comporta il superamento di prove inaudite. Per entrambi scendono in campo eroi e forze divine, maghi e sacerdoti. Ed è significativo che in entrambe le leggende il ruolo della donna - regina come Ginevra o maga come Medea - sia fondamentale quanto quello del guerriero.

La sua insegna è una pelle di montone d'oro - il Tosone o Vello d'Oro, per l'appunto - pendente da una catena anch'essa d'oro, adornata con delle B che indicano la casa fondatrice di Borgogna, irradianti scintille.

Approfondimenti

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Link esterno  AICODS, Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia (Attinenza: 20%)

Riferimenti Bibliografici

Riferimento bibliografico  J. Lehmann - "I Crociati" - Garzanti
Riferimento bibliografico  L. Gatto - "Le Crociate" - Mondadori
Riferimento bibliografico  F. Cuomo - "Storia ed epopea della cavalleria" - Mondadori
Riferimento bibliografico  F. Cardini - "Il vero oltre il mito", speciale Crociate - Medioevo, Rizzoli Periodici
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