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I Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni in Gerusalemme (poi Cavalieri di Malta)

Storia e profilo dell'Ordine degli Ospitalieri, poi Ordine di Malta
I Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni in Gerusalemme (poi Cavalieri di Malta)

I Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni in Gerusalemme

L'Ordine degli Ospitalieri ha antiche origini, antecedenti alla spedizione crociata. Infatti il nome stesso dell'ordine deriva dallo "spedale" dei pellegrini cristiani, eretto dai mercanti Amalfitani negli anni cordiali di Carlo Magno, Imperatore dei Paladini, e di Harun, Califfo delle Mille e una Notte, quando, in Terrasanta i cristiani ed i musulmani si tolleravano.
Non a caso, come vedremo, il simbolo dell'Ordine è una croce ad otto punte, proprio come la croce Amalfitana.Scopo dello "spedale" era chiaramente quello di accogliere i pellegrini malmessi dopo il lungo e difficile viaggio. Successivamente il fine mutò, in parte, ed i Cavalieri Ospitalieri parteciparono anche alle azioni di guerra, affianco ai Templari, in difesa dei territori conquistati nella Prima Crociata.

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La croce dell'Ordine, Amalfitana, ad otto punte, bianca su fondo neroCavalieri Ospitalieri, il mantello è nero (come quello dei Benedettini) con la croce bianca sul petto e sulla spalla

L'Ordine Ospitaliero di San Giovanni in Gerusalemme (successivamente noto come Ordine di San Giovanni) fu costituito da Fra Gerardo DÈ Sasso, reggente dell'ospedale e chiesa amalfitani già dal 1099. L'Ordine fu ufficialmente approvato da Papa Pasquale II nel 1113.

Le vesti originarie erano quelle benedettine (tunica nera). Ottenuto il riconoscimento ufficiale, gli ospitalieri aggiunsero il mantello, ancora nero, e la croce bianca, ad otto punte (amalfitana), apposta nel petto, dalla parte del cuore.

lo stendardo, invece, era rosso, con una croce bianca lineare. Successivamente, anche le vesti divennero rosse (periodo in cui l'Ordine era noto come Ordine di San Giovanni).

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Lo stendardo dell'Ordine, rosso, bianco crociato

Insieme agli altri monaci crociati, i cavalieri combatterono con eroismo. Lottarono a Damasco; conquistarono, nel 1153 Ascolana; combatterono in Egitto; lottarono ancora a Gerusalemme, in Siria, ad Acri, Tiro e Margat; e con Riccardo Cuor di Leone, a Tripoli, Antiocha, ed in Armenia.

Dopo la ritrovata unione politica e religiosa maomettana, il Krak dei Cavalieri, la più importante fortezza cristiana in Terrasanta, presidiata dai Cavalieri Ospitalieri, cede a Baibars nel 1271. Successivamente cede San Giovanni d’Acri. Ciò mette fine all’ avventura in Terrasanta dei Cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme, costretti a fuggire a Cipro.

I Cavalieri di San Giovanni in Rodi

Riorganizzatisi a Cipro, dove i cavalieri ospitalieri di San Giovanni si erano rifugiati dopo il ritiro dalla Terrasanta, gli stessi partono alla conquista di Rodi, che avviene nel 1308. Da questo momento i Cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme vengono anche detti di Rodi.

Diventano presto una temibile potenza navale, che inflisse duri colpi all’ invadenza islamica, scacciando i musulmani dal Mediterraneo orientale.

Nel 1552 (il 18 dicembre), dopo secoli di battaglie, di tentativi di sbarco e di assedi respinti, i cavalieri furono costretti poi a lasciare Rodi, occupata dai turchi ottomani di Solimano I, e rimasero senza patria fino al 1530. In questi anni si spostarono a Candia, Messina, Napoli e Civitavecchia, Viterbo, e Nizza.

Infine Gran Maestro Fra Lisle-Adam, che intende continuare nella lotta di difesa dalle invasioni islamiche, chiede l’ intervento di Papa Clemente VII sull’ Imperatore Carlo V, nella sua qualità di Re di Sicilia. Questi finisce col concedere all’ Ordine dei Cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme e di Rodi l’isola di Malta, con Gozo e Tripoli, nobile feudo del Regno di Sicilia, con un trattato firmato a Castelfranco Bolognese il 24 Luglio 1530.

I Cavalieri di Malta

Il simbolo di Malta, la croce ad otto punte bianca in campo rosso, è legato indissolubilmente all'ordine di San Giovanni, che dalla venuta nell'isola divenne il "Sovrano Militare Ordine Gerosolimitano di Malta". Le vesti tornarono nere con lo stendardo ancora rosso, bianco crociato.

I cavalieri iniziarono un'opera di fortificazione dell'isola, ancora oggi ben visibile, poi rinforzarono l'armata navale.

Le agili galee dell'Ordine condurranno la guerra da corsa contro i Turchi. Nel 1564 Solimano ordinò che si distruggesse quel "nido di vipere", capace, da uno "scoglio" del mediterraneo, di offendere e colpire il vasto impero degli Osmanlì". Tutto l' Islam, in armi, sviluppò l' offesa contro Malta. I Cavalieri, sempre più estenuati e decimati ributtarono attacchi su attacchi e, come nel 1480, da soli, sconfiggono l'immenso impero degli Osmanlì.

Nel 1571, l'Ordine di Malta fa parte della potente Lega fra Spagna, Venezia, il Pontefice, il Duca di Savoia, il Granduca di Toscana, Genova, e il Regno di Sicilia, che affrontò vittoriosamente a Lepanto, sotto la guida di Giovanni d'Austria, l' armata turca, comandata da Alì Pascià.

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La croce di Malta, ad otto punte, bianca su fondo rosso

Fu Napoleone che, infrangendo la "neutralità dell'Ordine", attaccò l'isola, inducendo alla resa i Cavalieri, che, ligi alla vecchia regola dell'Ordine, che vietava loro di impugnare le armi contro altri cristiani, non reagirono e lasciarono che la Storia voltasse pagina.

Dopo diverse disavventire e peregrinaggi, nel 1854, Pio IX approva la nuova regola dell'Ordine; successivamente, nel 1879, Leone XIII ripristina la carica di Gran Maestro.

Dalla caduta di Malta l'Ordine è stato spesso travagliato da crisi di identità, e si è grandemente mutato nella sua forma esteriore, dovendosi adeguare alle mutate esigenze dei tempi.

L'attuale "Sovrano Militare Ordine di Malta", con sede a Roma, proviene sostanzialmente dal Priorato di Russia, formatosi dopo la resa di Malta, che, militaristi convinti, ritennero "resa ingloriosa".

Attualmente l'Ordine è tornato alla sua antica vocazione assistenziale, ed affronta nuovamente la lotta contro le malattie, la miseria, l' ignoranza ed il disordine morale attraverso numerosi opedali sparsi nel mondo.

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Riferimenti Bibliografici

Riferimento bibliografico  J. Lehmann - "I Crociati" - Garzanti
Riferimento bibliografico  L. Gatto - "Le Crociate" - Mondadori
Riferimento bibliografico  F. Cuomo - "Storia ed epopea della cavalleria" - Mondadori
Riferimento bibliografico  F. Cardini - "Il vero oltre il mito", speciale Crociate - Medioevo, Rizzoli Periodici
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