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I Templari ed il Ribat

Il Tempio sarebbe una creazione originale del cristianesimo latino oppure può essere presa in considerazione una influenza del Ribat islamico?

I Templari ed il Ribat

La genesi del concetto di ordine religioso militare sarebbe solo occidentale? Il Tempio sarebbe una creazione originale del cristianesimo latino?
All'inizio del XIX secolo lo storico spagnolo Condè ha formulato l'ipotesi che l'Ordine del Tempio avrebbe trovato il suo modello nell'istituzione musulmana del ribat; in tal modo ha dato il via nella penisola iberica a una vivace corrente storiografica. Criticata e rifiutata dalla maggior parte degli storici degli ordini militari, la sua tesi è stata ripresa alcuni anni or sono su nuove basi.
Per cominciare presentiamo gli elementi principali di questa tesi fondata su una definizione di ribat che è oggi molto cambiata. Il ribat è un centro militare e religioso fortificato, posto alle frontiere del mondo musulmano.
Volontari (morabitun) vengono a prestarvi servizio militare per un periodo limitato, intenti alla preghiera ed alla meditazione; è un atto di ascesi compiuta in virtù del dovere di jihad, la guerra santa dell'islam.
Inteso come una sorta di convento-fortezza in cui si uniscono la preghiera ed il combattimento non è difficile comprendere come mai si sia potuto scrivere che il ribat è proprio il modello dell'ordine religioso militare.
Coloro che si oppongono a questa tesi ne contestano la mancanza di prove e pensano che il Tempio e gli altri ordini monastico militari, quanto alle loro strutture, derivano da monasteri cristiani ed ordini cristiani, in particolar modo Citeaux.
Passare dalla nozione di guerra giusta, in cui uccidere continua a rappresentare un peccato, alla nozione di guerra santa, in cui uccidere diventa lecito e meritorio, non è stato così semplice nel mondo cristiano. Le polemiche cui ha dato vita questa sacralizzazione suggeriscono che la nozione sia stata derivata dall'esterno; per l'ordine militare avviene lo stesso.
Cerchiamo di non banalizzare la definizione poc'anzi fornita: in nessuna occasione si parla di derivazione diretta, di un modello trasposto senza modifiche, per il semplice motivo che era impossibile, in quanto estraneo alle tradizione del cristianesimo occidentale. Bisogna parlare di reinvenzione, di rielaborazione, perché il modello sia conforme al sistema occidentale.
Piuttosto che rifarsi all'assenza delle prove concrete tanto care agli storici ma poco efficaci nel campo dell'antropologia, conviene riprendere l'analisi a partire dalla nuova definizione di ribat che ha proposto J. Chabi nella nuova edizione dell'Encyclopedie de l'Islam. Ella osserva che ribat è sempre utilizzato come nome verbale, mai come sostantivo. Esso designa luoghi, edifici non specifici, già sacralizzati (una moschea ad esempio) in cui si compie azione di ribat, in conformità al dovere di jihad.
Certo, esistono ribat che hanno l'aspetto del convento-fortezza tradizionalmente inteso, ma nell'XI secolo con il dominio dei turchi selgiuchidi sul Medio Oriente, il termine indica più una fondazione devota destinata ai sufi priva di qualsiasi carattere militare e posta non alla frontiera. C'è dunque da dubitare che il Tempio, fondato in Oriente a Gerusalemme, si sia potuto ispirare ad un modello che non esisteva o, per essere prudenti, non esisteva più in queste zone. Ma in Occidente, in Spagna, le cose non sono diverse? Il Tempio all'indomani del concilio di Troyes si è insediato in Aragona, Catalogna ed anche in Portogallo. Alcuni storici hanno richiamato l'attenzione su quello che essi ritengono l'anello fondamentale tra il ribat e l'ordine militare cristiano: la confraternita di Belchite.
Poco dopo la conquista di Saragozza (1118) Alfonso I insediò nel castello di Belchite una confraternita di cavalieri con il compito non solo di proteggere la città, ma anche di far retrocedere la frontiera verso sud e contribuire al popolamento della regione. Ci si poteva impegnare per tutta la vita, ma anche per un periodo limitato, come nel ribat; ai confratelli erano accordate ricompense spirituali proporzionali alla durata del servizio prestato.
Si insiste molto sulla nozione di servizio temporaneo, estranea alla tradizione del monachesimo occidentale: da qui l'idea che sia stata derivata dall'esterno; ma si trascura l'impegno perpetuo al quale il re annetteva importanza maggiore. Per questo motivo, fare del ribat il modello rielaborato dal Tempio è azzardato; c'è un passo che la nova definizione di ribat, la cronologia e la geografia non permettono di compiere. Il Tempio non è nato in Spagna; si è insediato in questa regione quando era già nato.
Mi pare che la storiografia spagnola più recente abbia spostato il problema: si dimentica il ribat e si fa delle confraternite tipo Belchite il modello del Tempio. Da anello la confraternita diventa la culla. è ciò che suggerisce quella parte di storiografia che si rifà all'esempio di un'altra confraternita aragonese, quella d Monreal dal Campo, fondata da Alfonso I due anni dopo Belchite, nel 1124. Si rimane così nel mondo occidentale, ma l'ipotesi risulta più accettabile? Sostenere che il Tempio, prima di essere riconosciuto come ordine religioso a Troyes, fosse una confraternita di cavalieri simile a quelle fiorite in Aragona al tempo di Alfonso I il Battagliero è un'affermazione che non si può provare.
Non dimentichiamo il testo di Ernoul: i primi Templari si affermano come religiosi, infatti vogliono obbedire ad un maestro, pronunciare i voti monastici e seguire una regola; e questa volta non si tratta di indulgenze, di ricompense spirituali venali, di remissioni della penitenza. I templari, così, sono dalla parte dei monaci della tradizione benedettina occidentale. Non è questo però il caso delle confraternite spagnole, i cui membri non pronunciano voti e possono servire solo per un periodo limitato; tali confraternite sono dalla parte dei pellegrini e dei crociati. Cercare l'origine del Tempio da questa parte come da quella del ribat mi pare sia una falsa pista.

Torniamo al ribat, perché non tutto è stato detto. Non è da escludere che in Spagna il ribat abbia influenzato le confraternite tipo Belchite; oltre Belchite e Monreal esistevano altre confraternite di cavalieri, così come quelle urbane che si dedicavano alla difesa delle terre cristiane, ma anche alle incursioni in al Andalus. Tanto più che la rinnovata aggressività dei musulmani in Spagna con le offensive degli almoravidi (latinizzazione del termine arabo al morabitun, traducibile in "membro del ribat"), poi degli almohadi, giunti da tutto il Marocco, aveva rianimato lo spirito del jihad e ridato vigore alla pratica del ribat: numerosi luoghi alla frontiera tra cristiani ed almohadi hanno nomi che derivano da ribat: rapita, arrabida etc.
Gli ordini religioso militari specifici, creati in Castiglia e Leon dopo il 1150 sono nati da una confraternita di cavalieri: è il caso dell'ordine di Calatrava e di quello di Santiago.
Allo stesso modo possiamo ammettere che alcuni tratti specifici del Tempio e dell'Ospedale nella penisola iberica siano stati dovuti all'influenza del ribat: le confraternite unite a questi ordini, senza tuttavia farne parte sono numerose in Spagna; e più vicini ancora al murabit i fratelli ad terminum che si aggregano ad un ordine militare contro gli infedeli. è ciò che fece il conte d'Anjou nel 1120 durante il suo passaggio a Gerusalemme.

Non scartiamo dunque l'idea dell'influenza di un modello musulmano. Ma se di influenza si può parlare essa riguarda, a mio avviso, in maniera più pertinente i rapporti jihad/guerra santa che non quelli ribat/Tempio, anche se alcune forme di associazione agli ordini religioso militari assomigliano a forme che si trovano anche in Islam.
L'influenza del'islam sarebbe avvenuta a monte (jihad) e a valle (confraternite) dell'ordine religioso militare, il cui concetto sarebbe invece rimasto tipico del mondo latino.

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