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I Templari nelle Crociate ed il ruolo militare dell'Ordine

Divenuti braccio armato della chiesa on Terrasanta, più volte i Templari salvarono i nobili dalla disfatta. Non c'è cronaca delle crociate che non racconti le loro imprese e il corraggio mostrato in battaglia
I Templari nelle Crociate ed il ruolo militare dell'Ordine

Il ruolo militare dell'Ordine

I Templari, tra i crociati, si distinsero per il loro spirito combattivo e l'incredibile determinazione in battaglia.
La disciplina alla quale erano sottoposti era durissima. Il volere del singolo Cavaliere veniva del tutto annientato, a favore della volontà del gruppo e della causa crociata.
Una frase di San Bernardo rispecchia fedelmente lo spirito Templare: «Essi non chiedono quanti siano i nemici, ma in che direzione si debba andare alla carica».
I "diavoli rossi", erano talmente temuti che venivano uccisi non appena fatti prigionieri. Ecco come lo stesso Saladino parla dei Templari: «Voglio purgare la Terra da questi guerrieri immondi che non rinunciano mai alla loro ostilità, non rinnegano mai la loro fede e non saranno mai utili come schiavi».
Saladino sembrava dimenticare la sua proverbiale magnanimità di fronte ai monaci-guerrieri.

Rivendicavano con orgoglio il privilegio della prima linea, pagando spesso con il sangue questo onore. Furono gli ultimi a lasciare la Terrasanta e nell'assedio di Acri non si arresero mai, anche quando la difesa della fortezza era palesemente senza speranza, i Cavalieri combatterono fino alla morte. In due secoli i lasciarono sul terreno dei Regni Cristiani d'oriente oltre 12.000 cavalieri.

L'unità militare base della cavalleria Templare era la lancia, o concroi, formata da 20 o 30 Cavalieri, comandata da un Commendatario. La prima fila era composta dai Cavalieri, dietro di essi i sergenti a cavallo disposti su due file seguiti dagli scudieri. Il Commendatario era riconoscibile dal baussant, utilizzato per guidare i Cavalieri a lui affidati anche verso obiettivi diversi da quelli del resto della formazione.

Le milizie saracene avevano ben conosciuto, a loro spese, la forza dirompente di una carica di cavalleria pesante. Per questo utilizzavano ampiamente la tecnica della guerriglia: attacchi alle avanguardie e alle retroguardie dell'esercito crociato, imboscate e veloci incursioni con arcieri a cavallo. Tecnica di combattimento disonorevole agli occhi della cavalleria cristiana.

I Templari furono molto utili perché ottimi conoscitori dei luoghi, permettendo di evitare regioni adatte alle imboscate. Alcuni studiosi affermano che i Templari furono tra i primi ad utilizzare le milizie indigene, per lo più arcieri a cavallo, utilizzati per tenere lontano la cavalleria leggera araba, punto di forza della guerriglia musulmana.

Alcune date e luoghi sono da considerarsi pietre miliari nella storia militare dell'Ordine:

  • la presa di Ascalona (1153);
  • la difesa di Gaza (1171);
  • la battaglia di Hattin (o di Tiberiade) (1187);
  • la vittoria di Arsuf, sul Saladino (1191);
  • il sacrificio di Damietta (1219);
  • la gloria di El-Mansourah (1250);
  • il martirio di Sephet (1262);
  • l'eroismo di Acri (1291).

In Oriente, gli esordi "militari" del Tempio furono improntati alla protezione delle strade che conducono a Gerusalemme. I particolare lungo la strada che collega Gerusalemme con Gerico, i Templari organizzarono regolari pattugliamenti al fine di proteggere i pellegrini in visita al Giordano.

Benché fu creato per la difesa della Terrasanta, l'impegno del Tempio si ebbe anche nella penisola iberica, dove la regina Teresa del Portogallo ne chiese l'aiuto per contrastare l'avanzata islamica a sud del paese. Per questo motivo, nel 1128, la regina Teresa offrì all'Ordine i castelli di Soure, Ega, Radin e Coimbra. In Spagna partecipò alla reconquista, ricevendo, nel 1143, importanti donazioni come il castello Monzon e Belchite.

La Seconda Crociata

Tra il 1147 ed il 1149 i Templari parteciparono attivamente alla Seconda Crociata. Alla chiamata di Bernardo a Vézelay (1146) risposero i Germanici ed i Franchi.
La spedizione germanica, gudata dal Re Corrado, si pose frettolosamente in viaggio senza attendere la colonna dei Franchi. Nel passaggio per i territori di Bisanzio, i crociati si abbandonarono a rezzie e violenze di ogni tipo. Tanto scempio convinse l'imperatore Comneno ad optare per una possibile alleanza con i Turchi al fine di annientare l'"orda armata gernamica".
Corrado prosegui la spedizione, benché fosse stato abbandonato dalle guide locali. Senza il supporto necessario, l'armata germanica subì il feroce attacco dei Turchi nella notte. Le perdite furono enormi, sopravvissero circa 7.000 uomini su 80.000.
Neanche la spedizione Franca ebbe fortuna, nel gennaio del 1148 l'esercito fu rovinosamente attaccato dai Turchi, sulle montagne del Cadmos (odierno Homaz). L'immane disastro fu contenuto grazie all'intervento dei Templari che, sotto la guida di Everardo di Barre, alzarono una linea di difesa, consentendo l'arretrtamento dell'esercito francese, e il riordiono della milizia in fuga. I francesi, che ebbero così modo di riprendersi dall'imboscata, riuscirono a promuovere violenti contrattacchi e respinsero gli assalti successivi. All'alba ripresero la marcia.
Il Tempio curò sia l'avanguardia che la retroguardia, assicurando alla colonna l'arrivo ad Antiochia. I Re ammirò l'operato ed i modi dei Templari, tanto che volle che tutto l'esercito si conformasse alle abitudini dei cavalieri del Tempio, sperando che l'unità spirituale fosse motivo di spinta ed incoraggiamento.
Dopo il ricongiungimento con ciò che rimaneva dell'esercito di Corrado ad Acri, Luigi convocò una riunione di guerra alla quale parteciparono Corrado, Baldovino, Roberto Borgognone ed i maestri del Tempio e degli Ospitalieri. Si decise di tentare la conquista di Damasco.
L'assedio ebbe inizio il 24 luglio 1148. Dopo alcuni giorni nessun bastione era stato conquistato e nessuna breccia aperta, le fortificazioni si rilevarono più resistenti del previsto e le perdite ingenti. La città rimase inespugnata grazie alla mancanza di una strategia militare dei comandanti cristiani e per il soccorso portato da Norandino (Nur ad-Din).
Il giudizio di Bernardo, per questa fallimentare spedizione, fu pesante: «maledetti i nostri principi! Nella Terra del Signore non hanno fatto nulla di buono; nelle loro terre, dove sono rientrati in gran fretta, dimostrano una cattiveria inimmaginabile!»

Norandino

La rovinosa spedizione crociata giovò a Norandino, che dopo la difesa di Damasco, riconquistò Edessa. Nel 1149 si scontrò con l'esercito di Raimondo di Antiochia, giunto per soccorrere alcuni castelli crociati rimasti isolati dopo le conquiste di Norandino.
In pochi giorni l'esercito cristiano fu vinto e Raimondo ucciso. L'azione di Norandino non era conclusa. Jocelin II, Conte di Edessa, in marcia per difendere Antiochia rimasta senza difesa, fu imprigionato, torturato e infine accecato.
Di fronte a questa situazione Baldovino patteggiò la tregua.

La presa di Ascalona

Solo nel 1153 si tornò alla vittoria cristiana, con la presa di Ascalona, in mano Turca. Per la sua conquista era stato determinante il sacrificio dei Templari. Il 16 agosto 1153 venne aperta una breccia nelle mura di Ascalona. I Templari guidati dal Maestro Bernard de Trémelay si riversarono sulla breccia e riuscirono ad entrare in città. Non sostenuti dalle altre forze cristiane, nell'azione Bernard de Trémelay e 40 fratelli perderanno la vita.
Nello stesso anno Bernardo di Chiaravalle morì.
Si concluse così una fase importante nella storia della cristianità e delle Crociate.

Saladino

Amalrico I di Gerusalemme successe a Baldovino III nel 1162. Nel 1167 sposò la pronipote di Manuele Comneno, Maria. Questa unione doveva gettare le basi per una nuova strategia, tesa ad avviare nuovi rapporti di collaborazione con l'Impero Bizantino, da sempre ostile al regno di Gerusalemme. Fu proprio Amalrico che incaricò Guglielmo di Tiro, (arcivescovo di Tiro), di scrivere una storia del Regno.

Nel 1168 Amalrico e Manuele strinsero un alleanza contro l'Egitto, benché ancora legato da un trattato di pace, e Guglielmo di Tiro venne inviato come ambasciatore a Costantinopoli per mettere a punto il trattato.
L'ipotesi di una nuova guerra trovò l'appoggio del Maestro degli Ospitalieri, Gilbert d'Assailly, mentre Bertrand di Blanquefort, Maestro dei Templari, si oppose.
Il Tempio non volle prender parte all'invasione, nell'ottobre del 1168, di Bilbeis. Presa la città, l'esercito proseguì verso Cairo. Amalrico si ritirò dopo l'arrivo in Egitto di Shirkuh, inviato da Norandino.

Nel 1169 Saladino (Salah ad-Din) successe a Shirkuh, suo zio, Gran Visir d'Egitto e vassallo di Norandino.
La situazione per il regno cristiano d'Oriente si fece particolarmente critica, minacciato a nord, in Siria, da Norandino e a sud, in Egitto, da Saladino. L'ascesa di Saladino rappresentò fonte di preoccupazione non solo per Gerusalemme, ma anche per Norandino, preoccupato di tenere sotto controllo il suo potente vassallo.

Con l'aiuto di una flotta bizantina, nell'ottobre del 1169 Amalrico iniziò un'altra invasione, con obiettivo Damietta, per terra e per mare, senza successo. Dopo il ritiro di Amalrico, Saladino iniziò una campagna di riconquista che lo spinse fino alle mura del castello di Montréal (a sud del Mar Morto). La possibile discesa di Norandino, visto lo "sconfinamento", lo fecero desistere.

Nel 1171 Saladino divenne Sultano, alla morte dell'ultimo erede della dinastia fatimide.
Saladino vedeva nei Templari ed Ospitalieri il maggior pericolo crociato.

La rottura tra il Tempio e Gerusalemme

Nel 1173 Re Amalrico avviò trattative con la setta degli Assassini, anche questi nemici di Norandino.
Oddone di Saint-Amand, Maestro del Tempio, fu fermamente contrario alla scellerata alleanza, ben conoscendo le capacità di infiltrazione della setta. Il negoziatore musulmano, mentre ritornava dal suo capo con le proposte cristiane, venne intercettato da alcuni Cavalieri templari che lo misero a morte. Gauthier de Mesnil, al comando del drappello templare, venne imprigionato da Re Amalrico, nonostante l'opposizione di Oddone.

L'episodio sancì la rottura definitiva tra il Re ed il Tempio. Amalrico morì poco dopo, senza poter realizzare il suo tentativo di eliminare l'Ordine dalla Terrasanta.

Il Re lebbroso

Baldovino IV, il "Re lebbroso" di Gerusalemme, venne incoronato all'età di tredici anni, il 15 luglio del 1174. Questo personaggio fu uno dei più ammirevoli dell'epopea crociata, per il coraggio, la lealtà e la saggezza dimostrate, nonostante le grandi sofferenze a causa della sua malattia.

La Battaglia di Montgisard

Nel frattempo Saladino era riuscito ad espandere il suo dominio anche in Siria.
Nel tentativo di arrestare la sua avanzata, i crociati di Baldovino IV, comandati da Rinaldo di Chatillon (gia Principe di Antiochia, dal 1153 al 1160) insieme ai Templari, intercettarono l'armata di Saladino nei pressi di Ascalona. Le forze congiunte cristiane ammontavano a circa 500 cavalieri di Baldovino, 80 Cavalieri templari e poche migliaia di unità di fanteria, mentre Saladino poteva contare su 26.000 uomini.

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La Battaglia di Montgisard. Baldovino IV, malato, viene portato in battaglia su un lettino. La leggenda narra che il giovane Re lebbroso guidasse la carica dei cristiani dalla prima linea con l'effigie di San Giorgio di fronte a sé e la Vera Croce luminescente come il sole

Saladino si spostò verso Ramla e la conquisto. Sottovalutando l'armata cristiana, permise al suo esercito di diffondersi a raggio lungo una vasta area. Lo scontro avvenne a Montgisard, nei pressi di Ramla, nel novembre del 1177, cogliendolo del tutto di sorpresa Saladino. La Battaglia di Montgisard fu una sciagura per Saladino, che perse buona parte del suo esercito.
L'epica vittoria sulle sovrastanti forze musulmane, per Baldvino frutto dell'aiuto divino, dette respiro al Re di Gerusalemme, seguì un (breve) periodo di pace.

Due anni dopo, Nel giugno del 1179, Saladino ebbe la rivincita sui Templari.
Il 10 giugno, in risposta alle scorrerie dei cavalieri musulmani vicino Sidone, Baldovino IV radunò un esercito, con l'aiuto di Raimondo di Tripoli e del Maestro dei Templari, Oddone di Saint-Amand, ma vennero intercettati ed attaccati dalla forza principale di Saladino, al Guado di Giacobbe, in Galilea (Marj Ayun).
Baldovino di Ibelin, Ugo di Tiberias (figliastro di Raimondo di Tripoli) e Oddone di Saint-Amand, Maestro del Tempio furono presi dai musulmani. Oddone morì in prigionia l'8 ottobre del 1179.

Alla guida del Tempio fu scelto, nel 1180, Arnaldo de Torroja (o Arnaldo de La Tour Rouge o Arnaldo di Torroga), originario dell'Aragona, era stato Maestro Provinciale di Spagna e Provenza a partire dal 1167.

Sibilla e Guido di Lusignano

Nell'estate del 1180, Baldovino IV diede sua sorella Sibilla in sposa a Guido di Lusignano. Si trattava del secondo matrimonio di Sibilla, vedova di Guglielmo di Monferrato e gia madre di Baldovino V, il futuro Re di Gerusalemme.

Nel 1182, Baldovino IV, ormai cieco e incapace di camminare, nominò Guido reggente del Regno. Guido era appoggiato apertamente dai Templari.

Nel 1183, durante i festeggiamenti al Krak di Moab per il matrimonio dell'altra sorella di Baldovino, Isabella, Saladino mise sotto assedio il castello. Guido riuscì a spezzare l'assedio, ma Giudo si rifiutò di combattere. Per questo Baldovino IV depose Guido dalla reggenza. Successivamente Baldovino tentò, senza successo, di far annullare il matrimonio fra Sibilla e Guido. In disgrazia, egli si ritirò con sua moglie Sibilla ad Ascalona.

Nello stesso anno Baldovino IV nominò suo successore il nipote, filgio di Sibilla, Baldovino di Monferrato, all'età di cinque anni. Nel 1185 Baldovino IV muore a Gerusalemme. Baldovino V rimase Re di Gerusalemme per un solo anno, a soli otto anni, nel 1186 muore anche lui.

Intanto, nel 1184, alla guida dell'Ordine del Tempio viene eletto Gérard de Ridefort, sostenitore di Guido di Lusignano come successore di Baldovino.
Nel periodo del Maestro Gérard de Ridefort (1184-1189), il Tempio visse una fase di ambiguità, portando avanti una politica personale. Gérard de Ridefort, descritto come avventuriere, adotta una posizione assai poco chiara verso i musulmani, trattando col Saladino e allo stesso tempo, compiendo inattese spedizioni militari.

Grazie al sostegno dei Templari e l'appoggio di Sibilla, Guido di Lusignano fu eletto Re Consorte di Gerusalemme, per via matrimoniale. Guido di Lusignano, circondatosi di consiglieri inetti ed imprudenti, portò il regno crociato alla disfatta di Hattin del 1187, e Gérard de Ridefort fu accusato di "mal consiglio"

La Battaglia di Hattin

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La Battaglia di Hattin

La prima e più immediata urgenza da affrontare per Guido, fu la necessità di tenere sotto controllo l'avanzata di Saladino. Nel 1187, contro i consigli di Raimondo III, Guido tentò di rompere l'assedio dei Saraceni alla città di Tiberiade, ma le sue milizie furono circondate e tagliate fuori dai rifornimenti di acqua. Il 4 luglio, l'esercito di Gerusalemme fù completamente annientato.

La disastrosa sconfitta subita dai crociati ad Hattin, nei pressi del lago di Tiberiade, il 4 luglio del 1187 è descritta in modo particolareggiato dallo storico arabo Ibn al-Athir: «...Saladino e i musulmani, montati a cavallo, avanzarono verso i Franchi. Anche questi montarono in sella e i due eserciti vennero a contatto, ma i Franchi soffrivano gravemente della sete ed erano sfiduciati. Si accese ed infuriò la battaglia, con tenace resistenza dalle due parti: gli arcieri musulmani lanciarono un nugolo di frecce, come sciami diffusi di cavallette, e uccisero in questo combattimento molti cavalli dei Franchi.
I Franchi, strettisi coi loro fanti, puntavano combattendo su Tiberiade con la speranza di di giungere all'acqua, ma Saladino fatto accorto di questo loro obiettivo, lo impedì, piantandosi con l'esercito in faccia a loro ... La strage e la cattura furono così grandi fra loro che chi vedeva gli uccisi non credeva possibile che ne avessero catturato anche uno solo, e chi vedeva i prigionieri non credeva possibile che anche uno solo fosse stato ucciso. Dai tempi del loro primo assalto al litorale in Siria nell'anno 491 [1098] ad ora, mai i Franchi avevano subito una simile disfatta ...
»

Furono uccisi anche tutti i Templari e gli Ospedalieri catturati, mentre Guido di Lusignano fu portato a Damasco come prigioniero e gli altri furono riscattati. Raimondo di Tripoli, sopravvissuto alla battaglia, morì di pleurite nello stesso anno.

La perdita di Gerusalemme e la Terza Crociata

Dopo Hattin, Saladino prende e saccheggia San Giovanni d'Acri.
Nell'ottobre del 1187, mentre Guido di Lusignano era prigioniero a Damasco, Saladino attacca Gerusalemme. Sibilla tentò la difesa della Città Santa, ma il 2 ottobre cadde nelle mani di Saladino.La regina pregò allora il Sultano di rilasciare il marito, che fu infatti riconsegnato nel 1188. Guido e Sibilla trovarono riparo a Tiro.

Dopo Gerusalemme fu la volta di Gaza ed Ascalona, che si arresero senza combattere. Secondo la tradizione, papa Urbano III morì alla notizia di questi avvenimenti.
Questa serie di disfatte e la perdita della città santa suscitarono in Occidente grande emozione, che portò al rilancio della Terza Crociata (1189-1192), che vide impegnati il Re Filippo II di Francia (Filippo Augusto), l'Imperatore Federico I Barbarossa e Re Riccardo d'Inghilterra (Riccardo Plantageneto) detto Cuor di Leone.
Nel 1191 le forze Crociate di Guido e Filippo posero sotto assedio Acri in mano a Saladino. Tuttavia gli sforzi erano insufficienti. Con l'arrivo di Riccardo i crociati presero Acri, nel luglio 1191.

La Battaglia di Arsuf

Dopo la presa di Acri, Re Riccardo decise di marciare verso la città di Giaffa, dalla quale avrebbe poi puntato verso Gerusalemme. Il 7 settembre 1191 presso la località di Arsuf, Saladino attaccò Riccardo, tentando di disorientare l'esercito cristiano per poi annientarlo facilmente: tuttavia, Riccardo mantenne intatto il suo schieramento fino a quando gli Ospitalieri e i Templari, guidati dal Maestro Robert de Sablé, piombarono rispettivamente sul fianco destro e su quello sinistro dell'esercito di Saladino: Riccardo, sostenuto dai Templari ed Ospitalieri, vinse così la battaglia.

Riccardo lascia la Terrasanta senza combattere per Gerusalemme

Riccardo riuscì ad arrivare fino a Gerusalemme, ma, rimasto solo in Terrasanta dopo i contrasti con gli altri crociati, non riuscì a liberarla e dovette ripiegare per una tregua. Il 21 settembre 1192, Riccardo e Saladino siglarono l'accordo: Gerusalemme sarebbe rimasta sotto il controllo musulmano, permettendo però ai pellegrini cristiani disarmati di visitare la città. Fu così che Riccardo lasciò la Terrasanta il 9 ottobre.

Saladino morì nel 1193, poco dopo aver firmato il trattato di pace con Riccardo, stroncato da un attacco di febbre a Damasco, mentre si stava recando in pellegrinaggio a La Mecca.

La Quarta Crociata

Il sostanziale fallimento della Terza Crociata spinse a indire una Quarta Crociata (1202-1204). Saladino simboleggiava, nella sua persona, l'unità ritrovata del mondo musulmano. Si aprirono dunque nuove prospettive, che gli occidentali riusciranno solo in parte a sfruttare.

Il punto di appoggio crociato è ormai San Giovanni d'Acri e, nel 1204, nel momento in cui la crociata fatta iniziare da Papa Innocenzo III veniva deviata contro Costantinopoli a causa dell'astuzia dei veneziani, il Re di Gerusalemme, Amalrico II di Lusignano (fratello di Guido, che intanto aveva dovuto lasciare il trono di Gerusalemme per Cipro), riusciva a farsi rendere il territorio di Sidone, a nord, e Lydda e Ramla, a sud.

Chatel-Pélerin

Nel 1218 l'Ordine si insedia a Cesarea, che fortifica, e costruisce la potente fortezza di Chatel-Pélerin.
Dopo la perdita di Gerusalemme del 1187, ha inizio il grande periodo delle costruzioni militari del Tempio. Più che mai l'unica speranza di riconquistare la Città Santa risiedeva in queste poche sacche di resistenza, che le fortificazioni rendevano quasi inespugnabili.

Il primo castello così costruito, sul promontorio di Athlit a sud di Haifa, è quello che venne detto Chatel-Pélerin. Separato dalla terraferma da un profondo fossato, era difeso da un muro e da due grandi torri rettangolari lunghe trenta metri e larghe venticinque dalla parte di terra; dalla parte del mare un muro di cinta assicurava la difesa della penisola; un piccolo porto era attrezzato per permettere i rifornimenti in caso di assedio.

La Quinta Crociata

Nella Quinta Crociata (1216-1229), i Templari partecipano all'offensiva contro l'Egitto guidata da Giovanni di Brienne, Re di Gerusalemme.
Damietta è presa nel 1219, ma poco dopo, gli errori del legato pontificio, il cardinale Pelagio, portarono alla disfatta del 1221.

Federico II e la Crociata degli scomunicati (Sesta Crociata)

La Sesta Crociata (1228-1229) è segnata dai contrasti tra gli Ordini, in particolare, tra i Templari e Teutonici. Questi ultimi sostenevano la politica di Federico II, che puntava, solo attraverso la diplomazia, a farsi restituire Toron, Sidone, e soprattutto Gerusalemme ("Crociata degli scomunicati"). Questa politica non era condivisa dal Papa e dai Templari. Lo svevo riesce incredibilmente nell'intento, e nel marzo 1229, dopo essere stato scomunicato da Gregorio IX, si fece incoronare Re a Gerusalemme.

In realtà il trattato di Giaffa restituiva Gerusalemme, ma i Luoghi Santi dell'islam rimanevano ai musulmani. Questi comprendevano la moschea di Ornar, il Templum Domini, e la moschea Al-Aqsa, il Templum Salomonis.
Inoltre il trattato prevedeva che le mura della città non dovevano essere rialzate, cosa che lasciava Gerusalemme esposta a tutti i pericoli.

Solo i Teutonici appoggiavano Federico II, tanto che soltanto il Maestro teutonico, Ermanno di Salza, assistette all'incoronazione di Federico II, che nel Santo Sepolcro, si porse lui stesso sul proprio capo la corona reale.

Federico II nell'intento di vendicare gli affronti del papato e dei templari, assedia ad Acri il castello dei templari. Alla fine si sarebbe imbarcato, in fretta, il 1 maggio dello stesso anno, in seguito ad una rivolta popolare.

La fine della Terrasanta

Nel 1244 Gerusalemme cade nuovamente, sotto l'assedio dei Turchi, nonostante la resistenza accanita dei difensori crociati ed il sacrificio di 348 Templari.
Perduta Gerusalemme, distrutto l'esercito degli occidentali, il Maestro dei Templari, Armando di Périgord, ucciso, quello degli Ospitalieri prigioniero e quello dei Teutonici, Gerardo di Mahlberg, probabilmente in fuga e deposto poco dopo: il precario regno di Gerusalemme sembra giunto più che mai alla fine. Nel 1247 cadeva anche Tiberiade e Ascalona.
Federico II era stato, nello stesso anno, deposto dal Papa, ratificando così la rivolta dei Franchi di Siria. Il 17 aprile 1247, il Re di Cipro, Enrico, fu riconosciuto Signore del regno di Gerusalemme.

Luigi IX e la Crociata del "Re santo" (Settima Crociata)

In questa disperata situazione, solo il "Re santo" di Francia, Luigi IX, raccolse l'appello di Papa Innocenzo IV. La Settima Crociata ha inizio nel 1248. Il primo obiettivo di Luigi era l'Egitto. Il Re sbarca a Damietta e il 6 giugno 1249 la conquista.

La Battaglia di El-Mansura

Nel 1250 Re Luigi IX si scontra con l'armata egiziana, nella battaglia ricordata come "la gloria di El-Mansura". I templari, loro malgrado, hanno un ruolo importante nella battaglia. Al-Mansura, "la vittoriosa" fortezza costruita vent'anni prima, era situata sulla punta sudorientale del delta del Nilo. L'avanguardia dell'esercito era stata affidata dal Re al Maestro del Tempio Guglielmo di Sonnac, e a suo fratello Roberto I d'Artois, secondo René Grousset "il cattivo genio della spedizione".

Roberto, non ascoltando lordine contrario del Re e del Maestro Templare, passò il Nilo, alla conquista del campo egiziano, senza attendere il completo dell'esercito crociato.
Non pago, Roberto spinse la carica a Mansura, dove trovò la morte, l'8 febbraio del 1250, insieme ai Templari, che per non lasciarlo solo esposto ai pericoli della temeraria impresa, lo seguirono.

Per ordine di Luigi, che mostrò sangue freddo sebbene la notizia della morte del fratello, il resto dell'esercito rimase accampato in posizione sicura. Un'epidemia di tifo e di dissenteria, poi, l'avrebbe decimato. Durante la ritirata verso Damietta, il Re Luigi fu fatto prigioniero con tutto l'esercito in circostanze non chiare. Il maestro del Tempio, Guglielmo di Sonnac, cadde in questo drammatico episodio, il 5 aprile 1250.Ancora una volta, il Tempio aveva pagato un durissimo prezzo per la sua fedeltà alla causa crociata.

Per liberare Re Luigi, venne richiesto un ingente riscatto, in parte prestato dal Tempio, oltre alla restituzione di Damietta. Il Re poi, dopo la morte della madre, rientrò in Francia nel 1254.

Il Sultano Baibars e la morte di Luigi IX

L'arrivo dei mongoli dall'estremo oriente, fonte di grande preoccupazione per i musulmani, rappresentò una boccata di ossigeno per i cristiani. L'avanzata dei mongoli aveva, infatti, seriamente ritardato quella del temibile avversario che i Franchi di Siria avevano ormai nella persona del Sultano Baibars. Seguì una tregua di circa dieci anni.
L'azione di Baibars, ebbe inizio nel 1265, fino al 1268. Furono prese una dopo l'altra, Aleppo, Damasco, Cesarea, Saphet, Giaffa, Beaufort e Antiochia.

Nel 1270 Re Luigi IX annuncia una nuova crociata (l'ottava). Ancora una volta l'obiettivo era l'Egitto. Il Re sbarcò a Tripoli, ma ancor prima di iniziare la sua impresa, fu colto dalla peste e morì. Le sue truppe tornarono mestamente in Francia.

Il Sultano Baibars, intanto, continuava la sua inesorabile conquista di quanto rimaneva del regno latino d'Oriente: prende il castello templare di Chatel-Blanc e il famoso Krak degli Ospitalieri, nel 1271. L'offensiva dei mamelucchi riprese nel 1288 con il Sultano Qalaoun, che si impadronì di Tripoli.

L'eroismo di Acri

Nella Battaglia di Acri, considerata l'evento simbolo della fine delle Crociate, si assiste a una delle più belle pagine di valore dell'Oriente cristiano.
Il Sultano Al-Ashraf, nel 1291, si presentò con forze considerevoli, 220.000 uomini, a porre l'assedio a San Giovanni d'Acri.
Gli Ordini militari, coi loro Maestri, vi sono presenti: Guglielmo di Beaujeu per il Tempio e Giovanni di Villiers per l'Ospedale, a dismostrazione della rinnovata, ma tardiva, riconciliazione.

Anche il Re di Gerusalemme Enrico II (già Re di Cipro), vi si trova con circa 14.000 appiedati e ottocento cavalieri, venuti in difesa dei 35.000 abitanti della città. I mezzi dell'aggressore era tali da rendere inutile ogni resistenza; questa si prolungò per più di due mesi, dal 5 aprile al 28 maggio 1291.

Il Maestro del Tempio, Guglielmo di Beaujeu, tentò una sortita nella notte del 15 aprile per incendiare le macchine da guerra degli egiziani, ma fallì. Il Sultano rifiutò ogni negoziato e lanciò l'assalto finale venerdì 18 maggio, all'alba.
Si sarebbero visti i Maestri dell'Ospedale e del Tempio marciare insieme alla difesa della Torre Maledetta, contro la quale si gettavano le masse musulmane. Nello scontro Guglielmo di Beaujeu fu ferito a morte: "Quando si sentì colpito, si ritirò e credettero che fuggisse; alcuni crociati di Spoleto lo fermarono gridando: "Per amor di Dio, signore, non ci abbandonate o la città è perduta!". E lui rispose: "Non sto fuggendo, sono morto, guardate il colpo!". E noi vedemmo lo spezzone piantato nel suo fianco". Portato nella casa del Tempio, vi morì.

Giovanni di Villiers, ferito gravemente, fu tratto in salvo, mentre il maresciallo dell'Ospedale, Matteo di Clermont, morì sugli approdi del porto, nel quale in fretta si evacuavano i feriti e i combattenti.

Gli ultimi superstiti del Tempio, con il maresciallo del Tempio, Pietro di Sevry, e il commendatore Tebaldo Gaudin, si barricarono nel convento, l'ultimo bastione templare. Intanto le navi i pochi superstiti salpavano per rifugiarsi a Cipro. Con essi solo diciotto templari.
I templari resterono fino all'ultimo. Il Sultano dovette iniziare tre assedi. Alla fine fece scavare la base della torre e, il 28 maggio, ordinò l'assalto finale. La torre cedette e seppellì sotto le macerie gli ultimi templari.

L'Ordine del Tempio rimase fino al 1303 sull'isolotto di Ruad, di fronte a Tortosa. Fino all'ultimo il Tempio spese "sangue, sudore e oro" per la difesa della Terrasanta.

Finiva così quel grande e fantastico sogno medievale di conquista dei luoghi santi.
I Templari, ben al di là delle loro forze, non si risparmiarono in nessun episodio. Misero sempre, e con i Maestri in prima fila, la loro vita sul piatto della difesa della Terrasanta e della cristianità.
Jacques de Molay, al processo, dichiarò: «nessun ordine ha sparso più sangue per la difesa della fede cristiana»

Approfondimenti

Declino e fine dei Templari  Declino e fine dei Templari (Attinenza: 83%): Cadute una dopo l'altra tutte le maggiori roccaforti cristiane in Terrasanta, ai Templari non resta che far ritorno in Europa. Dove però, per molti diventeranno una presenza scomoda
I Templari ed il Ribat  I Templari ed il Ribat (Attinenza: 6%): Il Tempio sarebbe una creazione originale del cristianesimo latino oppure può essere presa in considerazione una influenza del Ribat islamico?
Feroce il Saladino? Giudicate voi  Feroce il Saladino? Giudicate voi (Attinenza: 6%): I Rapporti con Re Riccardo Cuor di Leone, con i Templari, Ospitalieri e con il popolo cristiano. Leale, tollerante, ma anche indubbiamente feroce
Il Baphomet e Castel del Monte  Il Baphomet e Castel del Monte (Attinenza: 6%): Il Baphomet come chiave di lettura per i misteri del Castello di Federico II, legato ai Templari
Link esterno  Ordre Souverain et Militaire du Temple de Jarusalem - G.P.L.I. (Attinenza: 11%)
Link esterno  Associazione di Rievocazione Storica Nova Militia Templi (Attinenza: 6%)
Link esterno  Il portale di Ferrara medioevale (Attinenza: 6%)
Link esterno  I Templari a Barletta (Attinenza: 6%)

Riferimenti Bibliografici

Riferimento bibliografico  M. Barber - La Storia dei Templari - Piemme
Riferimento bibliografico  P. Partner - I Templari - Einaudi
Riferimento bibliografico  B. Marillier - I Templari - Storia e segreti del più misterioso ordine medievale. Edizioni L'Età dell'Acquario
Riferimento bibliografico  F. G. Giannini - I Templari - I Cavalieri del silenzio. Medioevo Dossier n. 2/2002. De Agostini - Rizzoli periodici
Riferimento bibliografico  A. Demurger - I Cavalieri di Cristo - Medioevo n. 6/1997. De Agostini - Rizzoli periodici
Riferimento bibliografico  L. Imperio - La nascita dell'Ordine del Tempio - Templari n. 1/2001. Trentini
Riferimento bibliografico  R. Pernoud - I Templari - FdF Edizioni cinetelevisive e a stampa
Riferimento bibliografico  M. Meschini - Battaglie Medievali - Il Giornale. Biblioteca Storica
Riferimento bibliografico  A. Demurger - I Cavalieri di Cristo - Garzanti
Riferimento bibliografico  J. Markale - I Templari. Custodi di un mistero. Sperling
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