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Il labirinto della Cattedrale di Chartres

Il famoso labirinto nella cattedrale di Notre Dame di Chartres, l'emblema del gotico
Il labirinto della Cattedrale di Chartres

Il labirinto

I labirinti sono tanto antichi quanto multi - culturali; ma in una cattedrale medievale, ovviamente, sono caratterizzati da un significato tipicamente religioso, cristiano, altrimenti non si troverebbero in questi luoghi.

Sfortunatamente, tra il diciassettesimo ed il diciottesimo secolo, il loro significato spirituale si è andato perdendo ed è stato per lungo tempo misconosciuto e non completamente compreso, anche dal clero stesso, e molti esempi di queste realizzazioni sono andate perdute; nella cattedrale di Auxerre nel 1690, a Sens nel 1768, a Reims ( curiosità : sulla copertina della prima edizione italiana de "Il nome della rosa" di Umberto Eco, viene riprodotta la pianta dell'antico labirinto della cattedrale di Reims, con una nota storica in quarta di copertina ad opera dell'autore stesso) nel 1778, ad Arras nel 1795 e ad Amiens nel 1825, sebbene, in quest'ultimo caso, il labirinto sia stato ricostruito nel 1894.

Nei suoi scritti, Jean Baptiste Souchet, un canonico della cattedrale di Chartres, morto nel 1654, considerava il labirinto "un gioco senza senso, una perdita di tempo". Nonostante questo, il labirinto di Chartres è sopravvissuto ed è di gran lunga uno dei meglio conservati ed il più grande giunto dall'epoca medievale ai nostri giorni. Risalente all'incirca al 1200, inserito nel pavimento della navata ( che è uno dei più grandi dell'intera Francia, misurando 16,4 metri da pilastro a pilastro ), complessivamente raggiunge una circonferenza di 12,85 metri mentre il percorso interno misura complessivamente 261,5 metri.

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Chartres, il labirinto
Il suo disegno circolare, così come avviene per il labirinto della cattedrale di Sens, e diversamente da quanto fu realizzato a Reims , dove il labirinto era caratterizzato da linee e geometrie quadrilatere, e ad Arras e ad Amiens, dove invece il labirinto era contraddistinto da geometrie ottagonali, prevede un entrata, un percorso ed una fine collocata al centro del labirinto stesso. Caratteristica questa comune, indipendentemente dall'andamento geometrico del percorso, a tutti i suddetti labirinti. Sia il labirinto di Sens che quello collocato nella cattedrale di Chartres sono stati assimilati ad un viaggio verso Gerusalemme, che potrebbe voler simboleggiare un pellegrinaggio penitenziale, in forma simbolica, verso la Città Santa, che, nelle mappe medievali, era collocata al centro del mondo. Ma la spiegazione indubbiamente più logica è quella per cui la Gerusalemme in questione non è certo la Gerusalemme terrestre, ma Quella dei Cieli, della quale la stessa cattedrale è un simbolo, come testimoniato dal Libro della Rivelazione; pertanto, il viaggio attraverso il labirinto simboleggia il nostro viaggio attraverso la vita, culminante non nella morte, come nella tradizione Greco - Romana, ma, nel contesto cristiano, nella vita eterna in Paradiso.

Al centro del labirinto di Chartres era collocata una placca di bronzo, rimossa e fusa nel 1792, durante le guerre napoleoniche. I fermi metallici cui era ancorata sono ancora visibili nella pietra.

Stando a quanto afferma Charles Challine, morto nel 1678, e altri, la placca avrebbe rappresentato Teseo e il Minotauro. Alle loro spalle era Arianna, che reggeva in mano il famoso gomitolo di lana, con il quale, secondo la leggenda cretese, ella condusse Teseo presso il Minotauro, affrontando un altro celebre labirinto, quello di Dedalo.

Presso la cattedrale di Lucca, su uno dei pilastri prossimi all'entrata, è riprodotto lo stesso labirinto presente a Chartres, ma ovviamente la misura è decisamente inferiore. Č databile intorno al dodicesimo secolo, ed è accompagnato da un'iscrizione in latino:
"Hic quem Creticus edit Daedalus est laberinthus de quo nullus vadere quivit qui fuit intus ni Theseus gratis Ariane stamine jutus" (Trad. Questo è il labirinto costruito dal cretese Dedalo di cui nessuno è mai riuscito a trovare l'uscita se non Teseo, grazie al filo di Arianna).

La battaglia fra Teseo ed il Minotauro, come quella tra San Giorgio ed il drago, simboleggia, nell'interpretazione cristiana, una sorta di psicomachia, una lotta che si svolge nell'anima, proprio dentro di noi, fra le forze del bene e del male, lungo il percorso che compone il labirinto delle nostre vite; una lotta che ha avuto inizio con il peccato originale di Adamo ed Eva che è riprodotto nella vetrata del XIII secolo collocata nell'abside meridionale proprio al di sopra del labirinto.

Il trionfo di Teseo e San Giorgio, ma specialmente quello di Cristo nel portale meridionale che Lo raffigura trionfante su un leone e un drago, è un'allegoria della vittoria finale del Redentore sulle forze sataniche, consentendo di guadagnare il Paradiso.

A differenza di dedali e labirinti in cui è possibile perdersi, la maggior parte dei labirinti, cristiani e non, hanno un solo complicato percorso al loro interno, che conduce lentamente ma inevitabilmente ad una destinazione finale, divenendo simbolo del viaggio dell'uomo dalla nascita alla morte. I labirinti cristiani, in ogni caso, vogliono significare che la morte no costituisce la fine, ma la porta attraverso la quale l'uomo può pervenire alla contemplazione della Gerusalemme Celeste. Arianna, con il suo filo, personifica Ecclesia, la Chiesa e la Grazia Divina, attraverso la quale l'uomo può ottenere la salvezza.

La distanza del centro del labirinto di Chartres dalla porta ovest è più o meno la stessa che separa la porta ovest dal rosone occidentale sopra di essa, che raffigura il Giudizio Universale, formando così una sorta di triangolo, la cui ipotenusa è la distanza che separa il centro del rosone dal centro del labirinto. Quindi, se la facciata ovest posasse sul piano della navata, la vetrata del rosone dovrebbe cadere, all'incirca, esattamente sul labirinto; e il Giudizio Universale, del resto, vuole significare il momento in cui i redenti trascendono il Tempo e la Morte, ed entrano nella Gerusalemme Celeste.

Approfondimenti

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Link esterno  I Templari a Barletta (Attinenza: 7%)

Riferimenti Bibliografici

Riferimento bibliografico  La cattedrale di Chartres , Malcolm Miller, ed.Pitkin, Andover (GB)
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