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La fabbrica nel Medioevo Russo

La fabbrica nel Medioevo Russo
Il documento è tratto da: L'Oro di Novgorod, Milano 2008

L'usad'ba

Novgorod così diventa un grande centro industriale unico nel suo genere, non confrontabile con le sue antesignane baltiche Birka, Haithabu o la fantomatica Rerik in Pomerania e dal piano della città (il più perfetto è quello del XIII sec.) possiamo vedere come i bojari e gli altri abitanti si erano organizzati per far fronte ai grandi affari.

La planimetria generale o Piano Regolatore Cittadino parte dai crocicchi che, come sappiamo, sono luoghi sacri e una volta fissati non si cambiano più. Questi dividono i terreni da occupare e naturalmente il più importante è proprio quello dove si trova il Detìnez. Da qui partiranno delle linee immaginarie che divideranno l'enorme territorio circostante in grandissimi spicchi con la punta (konéc) in ognuno dei Cantoni (che dai tre originari successivamente passeranno a cinque). Le fabbriche? Sono le stesse abitazioni padronali disposte giusto lungo i crocicchi! Anzi! Le famose cascine (usad'by), o i nidi (gnjòzdy) così chiamati, sparsi ordinatamente all'interno della seconda cinta di mura intorno al Detìnez fanno da casa e da bottega. Gli operai? Ex contadini che per varie cause si trovano in debito col proprio bojaro e che rifondono il dovuto col loro lavoro oppure chiunque sia disposto ad offrire la propria arte dietro compenso. Certo! Andare a lavorare a Novgorod significa tagliare i ponti con i propri luoghi d'origine, visto l'isolamento geografico, ma l'usad'ba non offre solo un'occupazione, bensì ogni altro tipo di confort occorrente alla vita normale di quei tempi. S'instaura così il Contratto di Lavoro del tipo Holopstvo ossia una specie di schiavitù a termine (che poi diventava praticamente lunghissima e talvolta durava fino alla morte, come abbiamo accennato in altro luogo) in cui il holop in cambio di vitto e alloggio offriva le sue abilità al proprio datore di lavoro. D'altronde qui non si usava il denaro metallico per pagare, ma si ricorse al baratto (persino nelle transazioni commerciali di alto bordo) fino al XV sec. Per queste ragioni un salario non era immaginabile né era concepibile un lavoratore ‚Äúvolante‚ÄĚ come il commuter di oggi che frequentasse il luogo di lavoro fino ad una certa ora e regolarmente tornasse a casa propria lasciando l'usad'ba!

Addirittura l'usad'ba offriva persino una moglie e il poter educare dei bambini. Anzi! Dare soluzione a questi problemi era per il bojaro una specie d'impegno personale per legare a sé gli artigiani holopy! Né dobbiamo dimenticare che non erano soltanto uomini ad essere impiegati nell'usad'ba giacché schiere di giovani donne erano presenti a lavorare nelle stesse condizioni di ‚Äúschiavitù‚ÄĚ nelle industrie più diffuse del Medioevo: la filatura, la tessitura e la sartoria! Insomma, legami famigliari fra i holopy (femmine e maschi) erano assolutamente favoriti e benvenuti. Naturalmente ciò non escludeva che il holop lavorasse anche per sé e per un proprio piccolo commercio che gli permetteva di accumulare qualche ricchezza e, emancipandosi dal Holopstvo, passare ad essere un lavoratore indipendente.

Questa era la linea politica abbastanza patriarcale lungo la quale l'usad'ba era organizzata.In un'area media di ca. un migliaio di mq. su una pianta trapezoidale l'usad'ba ospita la costruzione maggiore ossia la casa a più piani in posizione leggermente arretrata rispetto all'entrata dove il bojaro-padrone abita con la famiglia e dove dal primo piano, dall'unico balcone in posizione panoramica, controlla che tutte le attività si svolgano come si deve. Ci sono poi le case dei lavoratori più piccole e distribuite lungo il lato interno della palizzata. C'è una banja ossia il bagno ad aria secca tipico russo che, simile alla sauna finlandese, serve per lavarsi e a purificare corpo e spirito, curando molte malattie. C'è un granaio, un forno per il pane e tutta una serie di depositi. Il bojaro si è fatto costruire persino un tempietto per i propri antenati, così come permetterà che i lavoranti abbiano un angolo della casa allo stesso scopo.

Le donne, mogli e servette principalmente, si occupano della coltivazione degli orti interni, oltre che dell'allevamento degli animali da cortile. Né possiamo escludere che facessero da aiutanti a padri o mariti nei lavori più tradizionalmente maschili come‚Ķ nella fucina o nella fusione dei metalli o nella carpenteria pesante! Gestiscono persino le stalle per i cavalli e per i cani da tiro. Il bojaro infatti nei tempi di minore attività (d'inverno) si reca con la sua carrozza/slitta in campagna (il suo cocchiere è però un uomo) per riposarsi e per controllare che i contadini lavorino e lo vengano ad omaggiare. Soprattutto va personalmente a caricare le pellicce e gli altri articoli foresticoli raccolti o per reclutare nuovo personale per l'usad'ba‚Ķ

Un recinto-palizzata circonda tutta la fattoria più o meno come una qualsiasi cascina o masseria del secolo scorso perché ogni usad'ba è un microcosmo a sé, separato dall'altra per mezzo di una strada divisoria comune che funge da via d'accesso (gat') per i carri e per le persone ed è ‚Äúlastricata‚ÄĚ di tronchi di legno affiancati con le commessure riempite con l'argilla secondo una sperimentata tecnica slava.Una curiosità sottolineata dall'archeologo Janin è che le usad'by non mutarono di superficie e di forma per secoli. Infatti negli scavi le pavimentazioni dei gati rifatte più o meno ogni 15 anni a spese dei bojari latistanti si sovrappongono dal X al XIV sec. rigidamente lungo la verticale senza alcun mutamento dimensionale! Noi ormai sappiamo bene che deve essere così perché abbiamo detto che le usad'by sono distribuite intorno ad un incrocio che è sacro e immodificabile.

L'artigianato novgorodes

In questi veri e propri opifici, siccome la produzione che più ‚Äútirava‚ÄĚ era la preparazione delle pellicce, questa doveva essere l'attività preferita sulla quale il bojaro titolare più premeva e di cui portava vanto quando andava alla ricerca di clienti.

Qualche altra attività industriale naturalmente rimaneva fuori dell'usad'ba direttamente affidata agli artigiani liberi o ai mercanti stranieri. Così c'erano vari quartierini sulla Riva del Commercio o sulla Riva di Santa Sofia dove gli specialisti avevano la propria casa e officina separata dalle usad'by bojare e qui svolgevano il proprio lavoro sopraffino su commissione. Di solito erano i bojari gli unici che trattavano con l'estero, ma gli artigiani liberi potevano gestire gli affari anche in modo indipendente, ad esempio quando riconfezionavano oggetti e articoli esotici (la seta, le lane, le spezie etc.) per la rivendita.

Tutte le transazioni commerciali si fanno in Piazza (il cosiddetto Torg) sulla Riva del Mercato e raramente si vedono stranieri visitare le case e i depositi di merci privati dei bojari nelle usad'by. La compra-vendita di solito è fatta su campione. In caso di liti poi c'è un'autorità apposita per dirimerle, costantemente presente (e armata) sulla Piazza del Mercato.

Non ci sono molti pericoli di furti notturni a Novgorod poiché le porte delle mura delle due rive si chiudono ad una certa ora della sera e si riaprono ad un'altra dell'indomani mattina e quindi nessun estraneo potrebbe penetrare per rubare o un ladro fuggirsene, salvo sommosse, pestilenze o vendette! D'altronde, sebbene tutti sappiano che i bojari custodiscono in casa i preziosi e il danaro e che rubare è difficile, c'è sempre qualche grassatore improvvisato che causa confusione nottetempo appiccando un incendio sulla palizzata dell'usad'ba per penetrarvi e saccheggiare a piacere. Attenzione però: il ‚Äúmestiere di piromane‚ÄĚ è punito con la morte. Il più temuto nemico a Novgorod è infatti il fuoco. Qui tutto è fatto di legno e il fuoco attizzato in un qualsiasi punto della città, se c'è vento favorevole, si propaga velocemente e distrugge senza pietà. Altre mattane quasi periodiche sono invece le inondazioni in seguito al livello variabile delle acque del lago a primavera (maggio). Certo! Poi tutto si ricostruisce. I carpentieri ci sono e sono i migliori e di legno ce n'è in abbondanza.

Janin ha anche individuato ben 150 differenti attività artigianali a Novgorod e proprio la carpenteria del legno è quella più affermata (tanto che darà origine ad un proprio Cantone detto dei Falegnami sulla Riva del Mercato). Questo è un indizio in più per provare che non si produceva esclusivamente per l'esportazione, ma pure per un mercato interno elegante ed esigente. Infatti gli oggetti in legno ritrovati dagli scavi sono di solito suppellettili fatte di legno per l'economia domestica locale e sono di varie forme e misure. I contenitori di fluidi, addirittura sono standardizzati su misure ben precise.

Fiorente era un'industria lignea particolare: Quella dei pettini! Il legno usato però non è di qui, ma è il bosso importato dal Caucaso ossia dalla zona sotto controllo cazaro. Non sappiamo se questa produzione fosse la conseguente diversificazione della lavorazione delle pellicce, quasi come estensione alle esigenze cosmetiche delle figlie e delle mogli, ma sicuramente era molto lucrosa (i pettini costavano moltissimo) e quando importare il legno di bosso non fu più possibile durante l'invasione dei Tatari la produzione praticamente cessò, con gran disdoro delle eleganti signore novgorodesi‚Ķ che dovettero farseli venire dall'estero!

Il bojaro comunque non è un avido padrone e basta. Impersona la figura paterna, non soltanto per i propri stretti parenti, ma anche per gli ospiti-lavoratori! In questa veste si preoccupa infatti di educare tutti ragazzi del suo nido, figli propri e figli dei suoi holopy, per formare degli uomini di sua assoluta fiducia. Ad esempio, tali saranno i mercanti suoi rappresentanti al mercato o al porto o quelli itineranti che manderà in viaggio con la merce in terre sconosciute e lontane evitando di rivolgersi a persone estranee, anche perché viaggiare a lungo per un bojaro è un'attività da servi‚Ķ

Della competenza di costoro il bojaro inoltre è sicuro poiché li ha istruiti di persona e, soprattutto poi, li vedrà tornare sempre con i guadagni fatti, visto che, se sono holopy, ne trattiene presso di sé moglie e figli o genitori e fratelli. La cultura dunque regnerà a Novgorod proprio per tutti questi motivi e vediamo che la città sarà la più colta del Nord europeo poiché qui tutti sanno leggere scrivere e far di conto. Ogni usad'ba avrà una scuola per maschi e femmine (che si trasferirà nella chiesa parrocchiale con l'avvento del Cristianesimo) poiché, se si fosse analfabeti, non si potrebbe esercitare la mercatura che è l'attività libera più agognata da ogni novgorodese.

Il bojaro si incarica di persona degli approvvigionamenti di derrate alimentari facendole arrivare dalle proprie campagne o, quando c'è penuria, le andrà a comprare fuori e tratterà (raramente si servirà di un plenipotenziario) i prezzi da pagare sulle partite di grano e di segala, orzo e miglio per far pane e focacce direttamente. Troverà quei cereali nei depositi d'ammasso che Novgorod si costruirà più a sud in vicinanza delle zone di produzione. Uno di questi sarà Mercato Nuovo (in russo Torzhòk) e un altro Volok sul Fiume Lama (in russo Volok Lamskii).

Altro prodotto alimentare famoso che richiedeva una lavorazione industriale era il pesce secco e quello salato, questo molto più caro, che serviva agli equipaggi naviganti ed era tutto di acqua dolce naturalmente, come il salmone (Kiev invece pescava nel Dnepr persino il grossissimo storione col suo caviale!).E se ci sono problemi più complicati per approvvigionarsi il bojaro è pronto a finanziare persino la pirateria creando i famosi usc'kuiniki lungo il Volga che imperversarono per decenni contro Mosca e la Bulgaria dell'Oka!

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