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Introduzione

Al giorno d'oggi il termine "Crociata" è con evidenza tornato di stretta attualità. E non è risorto dalle ceneri del tempo per caso. Uno dei temi fondamentali della moderna sociologia e delle moderne scienze storiche è costituito dalla possibilità di determinazione del concetto di interazione multiculturale, ovvero di società pluriculturale. In altre parole, senza alcuna pretesa scientifica, si fa qui allusione all'antico e mai sopito problema della possibilità di ordinata convivenza di società e culture estremamente distinte, sebbene, in talune circostanze, vicine e confrontabili.

Le Crociate, a dire di alcuni studiosi, e non solo, rappresenterebbero una sorta di "cattiva coscienza" o "grande rimorso" della società occidentale. Tanto è vero che, non di rado, si sono voluti vedere nelle crociate i prodromi delle guerre coloniali, degli imperialismi, del potere senza tolleranza, delle guerre di religione e di quelle ideologiche. E di sicuro una parte di verità in tutto questo è rilevabile positivamente. Ma altrettanto fuor di dubbio è il fatto che le crociate non furono solo e soltanto questo. A tutt'oggi è forte il continuo ritorno alle crociate come guerra di conquista che profondi solchi ha scavato fra la cultura occidentale e quella orientale, in particolar modo quella islamica; cultura e religione contro cui, è risaputo, le crociate sono state bandite a scopo di riacquisizione, da parte della Cristianità, dei luoghi santi. E non manca chi invochi una presa di posizione della Chiesa in relazione alla pubblica ammenda dei crimini commessi in quel periodo. D'altro canto non mancano osservatori che rilevano che anche l'Islam ha la sua guerra santa, il jihad; e, purtroppo, è notizia dei nostri tempi, della nostra attualità, del nostro oggi, la riscoperta della crociata, sia pure spoglia di elementi religiosi, e densa invece di significati ben più...concreti.

Ciò che importa sottolineare, quello che questo articolo vuole sottoporre all'attenzione del lettore, è che questi vari modi di considerare la storia e i problemi del presente nascono, probabilmente, da una scarsa conoscenza delle realtà passate e da un fraintendimento di fondo relativo all'autentica e complessa natura storica di eventi che si sono verificati a partire dal 1099. Vedremo in questa sede di chiarire alcuni elementi di base, invitando i lettori a proporre articoli e risposte sollecitando un dibattito certo costruttivo ed interessante.

Le Crociate: Popoli in guerra

E dunque veniamo al punto focale di questo articolo. Cosa, finalmente, significa crociata? Le risposte possono essere numerose e di vario senso. Ma occorre necessariamente restringere il campo delle ipotesi praticabili. Nel nostro vocabolario odierno il termine in esame, crociata, assume fondamentalmente due ordini di connotazioni, una positiva e l'altra negativa. Nel primo caso l'interpretazione del nostro vocabolo fa riferimento ad attività di carattere necessario che debbono essere poste in essere in ordine al conseguimento di un risultato di larga positività; in altre parole si fa allusione alla obbligatorietà di un'azione rivolta al soddisfacimento di un'esigenza comune e generalizzata. In questa accezione forte è l'eco del Romanticismo ottocentesco che vide nelle Crociate medievali il frutto di un puro entusiasmo religioso e delle volontà di trasportare in Oriente la civiltà cristiana e il messaggio della cultura occidentale. Pertanto si può tranquillamente affermare che certo le crociate ebbero un funzione che potremmo genericamente definire sincretistica, tesa cioè a fondere due elementi, stabilendo una corrispondenza biunivoca tra due elementi; nella fattispecie la cultura orientale e quella occidentale.

Ma si è detto anche di una valutazione negativa del termine. In tale prospettiva risulta forte il legame della nostra cultura con il periodo Illuminista settecentesco che considerava le crociate il frutto dell'ignoranza e del fanatismo medievali. Di qui il passaggio nella nostra percezione della crociata intesa come battaglia nei confronti di un nemico sbagliato od in ogni caso di provvedimento a tal punto inutile da risultare dannoso.

Come avviene sovente, in media stat virtus. E se ciò è vero è vero altresì che occorre necessariamente ponderare i due giudizi che abbiamo proposti, entrando così nel vivo della nostra trattazione. Quello che le crociate hanno significato è un momento di rapporto, non importa se positivo o negativo, di due civiltà diverse ma, come si è detto in principio, certo vicine e confrontabili. Due religioni monoteiste, tese all'affermazione della propria egemonia, ed intessute fortemente di spiritualità e concretezza economico – pragmatica non potevano non determinare una deflagrazione delle loro differenze. Differenze che nascono proprio dalla vicinanza ideologica e religiosa, sia pure esclusivamente formale ed esteriore. La crociata dunque non fu, come tutti i libri di scuola, i famigerati sussidiari, insegnano, un fatto esclusivamente cristiano occidentale. Occorre, a mio avviso, concentrare l'attenzione sulla necessarietà di considerare praticabile l'ipotesi di una specularizzazione del termine in esame. Come si è detto all'inizio anche l'Islam ha la sua crociata, il jihad, e quella crociata ha combattuto contro i "Franchi" invasori. E' l'applicazione ideologica, storica e militare di un principio cardine della convivenza, quello di parità delle armi, e cioè di necessaria conflittualità, unico ente dal quale sia possibile desumere la realizzabilità di un equilibrio. Non si vuole certo qui cedere ad ipotesi colorite quale l'immagine antica e sempre valida degli opposti che inevitabilmente finiscono con l'attrarsi. Ma altrettanto ineluttabilmente è evidente che la storia delle crociate, del termine stesso crociata, è storia di scontro e raffronto, di attacco e difesa, di domanda e risposta. La natura della crociata è duplice. Esternamente si tratta di operazioni militari a scopo religioso. Semplificando al massimo, secondo una versione divulgativa piuttosto diffusa, possiamo asserire quanto segue: "le crociate furono guerre dettate da una visione intollerante del fatto religioso oppure aggressioni coloniali determinate da motivi economici rispetto ai quali i movimenti religiosi erano solo un alibi: esse si manifestarono nella storia nei secoli XI – XIII attraverso una serie di spedizioni. Oggetto immediato e giustificazione diretta di esse furono la conquista, il mantenimento o la riconquista di Gerusalemme e dell'area geografica che era stato il teatro della vita di Gesù e che per questo i cristiano chiamavano "Terrasanta". Quell'area, già dominata da Romani e Bizantini, fu conquistata dagli Arabi musulmani prima della metà del VII secolo." Così Franco Cardini. Ma di sicuro si tratta di considerazione eccessivamente scolastica. Tanto è vero che è proprio Cardini, sia pure indirettamente è chiaro, a suffragare la nostra ipotesi della crociata a doppio senso, allorché asserisce : " a proposito delle crociate si confrontano due tesi di fondo. La prima vede in esse la forma medievale e cristiana di un inevitabile e continuo conflitto geopolitica che contrappone almeno dal VI – V sec. a.C. l'Oriente all'Occidente. La seconda rivendica invece l'originalità e il carattere congiunturale delle spedizioni medievali." (Franco Cardini, Medioevo – Speciale n.2 "Dossier : le Crociate", 1999). Alla prima tesi si può obbiettare che il conflitto religioso è certo strumentale, ma per questo non meno determinante nell'economia del conflitto e permea di sé l'intera esperienza crociata. Alla seconda tesi occorre opporre che l'idea di crociata non è "copyright" del Medioevo.

Ma cosa vuol dire Crociata?

La parola "crociata" non è mai stata utilizzata per indicare il periodo storico che stiamo esaminando da parte di chi quel fenomeno ha vissuto o osservato godendo del privilegio della contemporaneità. Il termine crociati indicava i soldati che combattevano per un segno spirituale, la Croce, simbolo della cristianità, identificati da un simbolo, una sorta, volgarizzando certo, ma rimanendo egualmente efficace, di distintivo : una croce dipinta su scudi e casacche. Nel 1095, allorché papa Urbano II bandì la prima spedizione, non si parlò usando tale accezione in relazione alla spedizione che i soldati occidentali avrebbero intrapreso e la cui natura di conquista forse non era chiara nemmeno a coloro i quali ne erano protagonisti sul campo o promotori politico – religiosi. Per tutto il medioevo quattro sono i termini utilizzati, come surrogati del riassuntivo vocabolo "crociata". Essi sono :

  • Iter: spedizione militare
  • Peregrinatio: pellegrinaggio
  • Succursus: soccorso ai pellegrini in Terrasanta minacciati dagli infedeli
  • Passagium: attraversamento nautico dello spazio che divide l'Europa dal Medio Oriente.

Il soldato era definito cruce signato. Il cruce signato operava sulla base di un editto papale, l'epistula bullata, cioè sigillata, che più semplicemente veniva definita bulla. In cambio del loro impegno i soldati avevano diritto ad alcuni vantaggi concreti ed ambiti premi spirituali, primo fra tutti l'indulgenza plenaria. A questo punto i canonisti, cioè i giuristi della Chiesa, presero ad utilizzare il termine crux per indicare queste spedizioni, distinguendo una crux transmarina ( quando le spedizioni erano dirette in Terrasanta o comunque contro gli infedeli ) e una crux cismarina ( quando invece si era chiamati a combattere all'interno della cristianità, contro i nemici religiosi o politici della Chiesa o del Papato, vedi la crociata contro gli Abigesi, i Catari, del XIII secolo, combattuta in Linguadoca, in Francia). Ed esiste il corrispondente del termine islamico jihad, e cioè il bellum sanctum o sacrum.

Ma va detto che sul piano giuridico, ed ancor prima teologico, tale espressione giammai trovò avallo.

Conclusioni

Le fonti dimostrano il nostro equivoco linguistico, o forse rendono giustizia alla tipica capacità di sintesi del nostro tempo. Ciò che conta è che il fenomeno delle Crociate ha rappresentato un'esperienza di contatto, un contatto la cui incompleta realizzazione e il conclusivo fraintendimento da ambedue le parti ha contribuito alla difficoltà di rapporti tra le due esperienze religiose e politiche.

Un nostro contemporaneo, uno studioso americano, viene al giorno d'oggi spesso citato facendo riferimento alla teoria dello scontro di civiltà. Come sempre istoria est magistra vitae. E quello scontro si è già consumato sulle coste della Terrasanta secoli or sono.
Se è vero che, come insegnano i libri, le crociate furono otto, è altrettanto vero che esse furono sedici; otto cristiano ed otto mussulmane, otto jihad ed otto iter. Jihad ed iter, due facce, della stessa drammatica medaglia militare. E, si consenta a chi scrive, anche linguistica.

Approfondimenti

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Link esterno  Associazione di Rievocazione Storica Nova Militia Templi (Attinenza: 11%)

Riferimenti Bibliografici

Riferimento bibliografico  Franco Cardini : Dossier Le Crociate, Speciale n.2 di Medioevo, De Agostani – Rizzoli Periodici, 1999
Riferimento bibliografico  Steve Runciman : Le Crociate, Einaudi
Riferimento bibliografico  Steve Runciman : La storia delle Crociate, Piemme
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