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Le ultime Crociate: Federico II e Luigi IX

La Crociata degli scomunicati, di Federico II, e le ultime spedizioni Crociate in Terrasanta sanciscono la definitiva fine del Regno Latino d'Oriente
Le ultime Crociate: Federico II e Luigi IX

Quarta e Quinta Crociata

La quarta Crociata (1202-1204), bandita da Innocenzo III, incontrò sin dall'inizio serie difficoltà di natura finanziaria, per far fronte alle quali i suoi capi si accordarono con la Repubblica di Venezia, accettando di restaurarne l'autorità su Zara e, successivamente, di sostenerne le pretese al trono di Costantinopoli, che fu conquistata e saccheggiata.

Nacque così l'impero latino d'Oriente (sul cui trono salì Baldovino di Fiandra come Baldovino I di Costantinopoli) sopravvissuto fino alla riscossa bizantina, culminata nella presa della città nel 1261 da parte dell'imperatore Michele VIII Paleologo. La quarta Crociata non aveva tolto ai turchi la Terra Santa, ma aveva abbattuto l'impero bizantino.

La strategia delineata per la quinta Crociata (1217-1221), che si diede come primo obiettivo la conquista del porto egiziano di Damietta, prevedeva un attacco all'Egitto, la presa del Cairo e una campagna per assicurarsi il controllo della penisola del Sinai. Questo piano non poté tuttavia essere portato a compimento a causa del mancato invio dei rinforzi promessi dall'imperatore Federico II dopo la presa di Damietta, nuovamente perduta nel 1221.

Federico II e la Crociatra degli scomunicati

La Crociata di Federico II (sesta Crociata) differiva dalle precedenti soprattutto dal punto di vista della strategia politica. Nel 1228, benché scomunicato dal papa Gregorio IX, l'imperatore partì per i Luoghi Santi, determinato a riconquistare Gerusalemme con la diplomazia. Aprì così negoziati con il sultano d'Egitto Malik al-Kamil, ottenendo la restituzione di Gerusalemme, Betlemme, Nazareth e Sidone e l'impegno a sospendere le ostilità per un periodo di dieci anni.

Nel frattempo, però, il papa aveva sciolto dai vincoli di fedeltà i sudditi di Federico, inviando un esercito ad attaccarne i possedimenti italiani; l'imperatore fu così costretto a tornare in Occidente, senza portare a termine la sua iniziativa. Nella sesta Crociata (crociata degli scomunicati) quindi si era riusciti a riconquistare Gerusalemme senza compiere alcuna battaglia, un risultato gettato al vento per la volontà estramista della chiesa di non voler in alcun modo patteggiare con gli "infedeli".

Nel 1244 Gerusalemme cade nuovamente, sotto l'assedio dei Turchi, nonostante la resistenza accanita dei difensori crociati ed il sacrificio di 348 Templari.Perduta Gerusalemme, distrutto l'esercito degli occidentali, il Maestro dei Templari, Armando di Périgord, ucciso, quello degli Ospitalieri prigioniero e quello dei Teutonici, Gerardo di Mahlberg, probabilmente in fuga e deposto poco dopo: il precario regno di Gerusalemme sembra giunto più che mai alla fine. Nel 1247 cadeva anche Tiberiade e Ascalona.

Federico II era stato, nello stesso anno, deposto dal Papa, ratificando così la rivolta dei Franchi di Siria. Il 17 aprile 1247, il Re di Cipro, Enrico, fu riconosciuto Signore del regno di Gerusalemme.

Luigi IX il santo e la Settima Crociata

Passarono quasi vent'anni prima che, in seguito alla riconquista musulmana di Gerusalemme del 1244, venisse organizzata una nuova spedizione in Medio Oriente (settima Crociata), voluta e finanziata dal re di Francia Luigi IX. Dopo minuziosi preparativi, nel 1248 Luigi IX partì con il suo esercito alla volta dell'isola di Cipro, intenzionato a seguire una strategia analoga a quella perseguita durante la quinta Crociata. L'attacco al Cairo del 1250 fu però un fallimento, e il re, sconfitto e fatto prigioniero nella battaglia di El-Mansura, dovette restituire Damietta, precedentemente conquistata, e versare un milione di scudi di riscatto.

Nel 1269 un'altra Crociata (l'ottava) fu organizzata dal re d'Aragona Giacomo I dopo che Antiochia era caduta in mano ai mamelucchi di Baibars, sultano d'Egitto; la spedizione tuttavia fallì a causa di una tempesta che costrinse la maggior parte della flotta a ritirarsi poco dopo la partenza.

Ancora Luigi IX fu il promotore della grande Crociata del 1270, che, invocata da papa Innocenzo IV e sostenuta dal fratello di Luigi, Carlo d'Angiò, re di Sicilia, suscitò però scarsi entusiasmi nella nobiltà francese. L'obiettivo non era più l'Egitto: fu sferrato un attacco contro la città di Tunisi, che si concluse improvvisamente quando Luigi morì sotto le mura della città assediata.

Gli ultimi avamposti latini in Siria e Palestina caddero sotto i colpi degli egiziani, mentre città e castelli dei crociati venivano progressivamente conquistati dai potenti eserciti dei mamelucchi. Un'ultima Crociata (1271-1272), promossa dal re d'Inghilterra Enrico III, fu guidata dal figlio di questi Edoardo e si concluse con un trattato di pace con il sultano d'Egitto. Nel 1291, tuttavia, cadde anche l'ultima roccaforte di Acri: i crociati e gli ordini dei templari e dei cavalieri Ospitalieri di San Giovanni si rifugiarono a Cipro; intorno al 1306 questi ultimi si insediarono a Rodi, amministrando l'isola come stato indipendente e ultimo avamposto crociato nel Mediterraneo, fino a quando non si arresero ai turchi (1522).

Con la Francia e l'Inghilterra impegnate nella guerra dei Cent'anni e l'impero e gli altri stati europei coinvolti sempre più nei conflitti locali, le ultime Crociate furono tanto mal preparate quanto inefficaci. Dal XV secolo, semmai, i tentativi di resuscitarle derivarono non più da spinte aggressive, bensì dalla necessità di difendersi dai turchi che premevano su Costantinopoli, l'Ungheria e Vienna. Per contro, due secoli di Crociate non segnarono particolarmente Siria e Palestina, se non per il sorgere sul loro territorio di numerose chiese, fortificazioni e una serie di imponenti castelli. Gli effetti delle Crociate non si avvertirono tanto in Medio Oriente quanto in Europa: si sviluppò il commercio (soprattutto delle città italiane) e si diede impulso alle esplorazioni in Oriente, con la creazione di nuovi sbocchi commerciali. Le modalità di finanziamento delle Crociate sperimentate dal papato e dai sovrani europei portarono a sistemi di tassazione generale diretta, che ebbero conseguenze durature sul sistema fiscale dei governi europei. Infine, secondo alcuni storici, sebbene i Regni latini d'Oriente abbiano avuto vita breve, l'esperienza dei crociati fu una sorta di modello ideale per le generazioni di colonizzatori europei del XV e XVI secolo.

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Link esterno  Storia medievale dai castelli ai monstra (Attinenza: 8%)

Riferimenti Bibliografici

Riferimento bibliografico  J. Lehmann - "I Crociati" - Garzanti
Riferimento bibliografico  L. Gatto - "Le Crociate" - Mondadori
Riferimento bibliografico  F. Cuomo - "Storia ed epopea della cavalleria" - Mondadori
Riferimento bibliografico  F. Cardini - "Il vero oltre il mito", speciale Crociate - Medioevo, Rizzoli Periodici
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