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Nascita degli Ordini Gerosolimitani

Storia e profilo degli Ordini monastico-cavallereschi nati a seguito della Prima Crociata
Nascita degli Ordini Gerosolimitani

Come nasce l'idea di Ordine militare-monastico

La Prima Crociata fu macchiata da gravi atti di violenza da parte dei crociati, lontani dagli ideali della cavalleria (come oggi viene percepita) e, soprattutto, da quelli cristiani.
In effetti le parole di Urbano a Clermont furono ascoltate alla lettera da molti masnadieri d'occidente, in parte mossi da una voglia di riscatto terreno e spirituale, e più spesso da un desiderio di conquista e di saccheggio.
Per ciò furono molti i briganti che partirono per la Terrasanta. Si noti che fino a quel momento, la cavalleria era ben lungi da essere accostata a principi di giustizia "cristiana".
Un esempio della ferocia dimostrata nella prima crociata è stato proprio l'eccidio compiuto dai crociati nella conquista di Gerusalemme, quando entrati nella città massacrarono l'intera popolazione (composta da 40.000 a 70.000 persone).

Un cronista cristiano dell'epoca descrive con queste parole gli accadimenti del luglio 1099: "I nostri li inseguivano dappresso, uccidendoli a forza di fendenti, sino al tempio di Salomone, dove fecero un tal massacro da sguazzare nel sangue sino alle caviglie...Le strade erano coperte di mucchi di teste, mani e piedi mozzati, e ovunque bisognava aprirsi un varco tra cavalli morti e cadaveri umani."
Solo il governatore di Gerusalemme, Iftiqar ad-Daura sarebbe stato risparmiato dalla furia dei crociati.

Il poco ordine dimostrato da queste milizie, la loro condotta e la difficoltà nella organizzazione dell'esercito, spinse alla creazione di ordini militari su base monastica (cavalieri cristiani), in pratica dei veri e propri monaci (con relativo ordine) addestrati alla guerra "santa".
Questi monaci furono destinati alla stabile difesa dei luoghi santi e di quanti vi abitavano.

Probabilmente l'idea di fondare una struttura cavalleresca organizzata, di carattere religioso-militare, è da attribuire a San Bernardo da Chiaravalle, il quale tradusse l'idea in azione concreta con la decisione e l'impeto che gli erano consueti.

Nacquero allora diversi ordini. In particolare:

  • i Cavalieri Ospitalieri (poi di San Giovanni, di Rodi e di Malta): sostanzialmente monaci (benedettini) divenuti cavalieri cristiani (detti anche cavalieri giovanniti). La loro base era l'ospedale di San Giovanni in Gerusalemme;

  • i Cavalieri templari: cavalieri cristianizzati da San Bernardo (cistercensi). La loro base era nella moschea di Al-Aqsa presso il Tempio di Salomone in Gerusalemme;

  • i Cavalieri Teutonici: Nobili Cavalieri Tedeschi. Papa Celestino diede loro la regola monastica di Sant'Agostino;

  • i Cavalieri del Santo Sepolcro: organizzati da Goffredo di Buglione, dovevano obbedienza al Patriarca di Gerusalemme e seguivano la regola di Sant'Agostino. La loro sede era situata presso la Basilica del Santo Sepolcro in Gerusalemme;

Tutti questi cavalieri vennero chiamati Cavalieri Gerosolimitani.

San Bernardo da Chiaravalle

In particolare nei Templari Bernardo vide lo strumento per la difesa di Gerusalemme, ma soprattutto il mezzo che avrebbe reso possibile cristianizzare gli ideali cavallereschi.
Infatti i masnadieri che avevano utilizzato la crociata per arricchirsi e conquistare, affermava il santo, sviluppavano solo la mondanità, la peggiore vanità e non aveva nulla da dividere con il cristianesimo.

Ben diversa sarebbe stata, invece, la situazione, se si fossero creati nuovi sodalizi religiosi addestrati secondo gli insegnamenti di San Bernardo, il quale si espresse in proposito in termini chiari e limpidi nel De laude novae militiae ad milites Templi liber.

San Bernardo, l'austero osservatore, rifletteva: "è necessario lo sfarzo dei nobili cavalieri, per correre con lusso e spreco contro la morte affrontata con impudente stupidità? Le armi nemiche avrebbero forse avuto paura dell'oro, avrebbero rispettato gemme e non oltrepassato la seta? sono necessarie solo tre cose: abilità, alacrità e circospezione; abilità nel cavalcare, prontezza nel colpire, circospezione nel guardarsi quando ci si recasse in terre e fra genti sconosciute".

I cavalieri poi erano abituati, constatava il monaco di Chiaravalle, a combattere le guerre per odio.
I cavalieri di Cristo invece avrebbero preso le armi solo per il Signore e non avrebbero dovuto temere di commettere peccato nell'uccidere i nemici e di dannarsi morendo in battaglia.
Infatti, quando la morte era data e ricevuta nel nome del figlio di Dio, non comportava peccato e procacciava vera gloria.
Uccidere un malvagio, è quì il succo della teoria bernardiana, non rendeva omicida, ma malicida.
Il cavaliere punitore di un infedele era, perciò, il vendicatore di Dio e il difensore dei cristiani.
La morte dispensata era un guadagno per il Signore, quella ricevuta una conquista personale.

I Templari

Il nome ufficiale dell'ordine religioso e militare è: Ordine dei cavalieri poveri di Cristo del tempio di Salomone, più noto come Ordine dei cavalieri del tempio di Salomone o più brevemente Ordine dei Cavalieri templari. Il nome dell'Ordine deriva dal fatto che Re Baldovino posizionò i cavalieri nella moschea di Al-Aqsa, sulla spianata del distrutto tempio di Salomone.
La congregazione si sviluppò nel 1119, a partire da una piccola formazione di nove cavalieri capeggiata dai crociati francesi Ugo di Payns (o Hugues des Payens) e Goffredo di Saint Omer. Lo scopo dell'iniziativa, ben accolta da Baldovino II Re di Gerusalemme, era quello di proteggere i pellegrini che si recavano in Terra Santa, lungo le insicure vie che conducono da Gerusalemme al Giordano.

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La croce dell'Ordine, rossa su fondo biancoCavalieri Templari, il mantello è bianco (come quello dei Cistercensi) con la croce rossa sul petto e sulla spalla

Successivamente i Templari furono i principali difensori degli Stati latini, prendendo attivamente parte ai combattimenti (vedi i Templari nelle Crociate).

I templari ottennero l'approvazione papale, e nel 1128 al Concilio di Troyes fu stabilita per loro una regola, redatta da San Bernardo da Chiaravalle, ispirata alla regola cistercense.

La gerarchia all'interno dell'Ordine prevedeva al vertice il maestro, la cui autorità era limitata da un capitolo composto dai dignitari (il siniscalco, il comandante del Regno di Gerusalemme, il drappiere, il comandante delle altre regioni).

L'uniforme era composta dal mantello bianco, arrichito da una croce rossa sul petto e sulla spalla destra. La forma della croce è greca (simmetrica) o latina (con la punta inferiore più lunga), con le punte che vanno ad allargarsi verso l'estremità. Le punte terminano con un bordo dritto o, più raramente, concavo.

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Lo stendardo dell'Ordine

I quartieri generali rimasero a Gerusalemme fino alla riconquista musulmana della città nel 1187, dopodiché furono trasferiti ad Antiochia, Acra, Cesarea e infine a Cipro.

Nel traffico di denaro e merci dall'Europa alla Palestina, i Templari svilupparono un efficiente sistema bancario del quale cominciarono a servirsi nobili e regnanti europei. I cavalieri accumularono così immense ricchezze che suscitarono invidie profonde e brame di conquista. Con il fallimento delle ultime crociate, tuttavia, il compito istituzionale dei templari ebbe termine, inoltre l'opinione pubblica iniziò a giudicare i Templari stessi come causa della sconfitta crociata.
Nel 1307 Filippo IV di Francia, con l'aiuto di papa Clemente V, fece arrestare il gran maestro Giacomo de Molay e quasi tutti i templari di Francia con l'accusa infamante di sacrilegio e di satanismo, condannandolo poi al rogo insieme ai suoi principali ufficiali. L'ordine venne soppresso nel 1312, tutti i suoi beni vennero assegnati ai cavalieri Ospitalieri o confiscati da Filippo IV e da Edoardo II, che aveva sciolto la congregazione in Inghilterra.

Gli Ordini Gerosolimitani

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Link esterno  I Templari a Barletta (Attinenza: 33%)

Riferimenti Bibliografici

Riferimento bibliografico  J. Lehmann - "I Crociati" - Garzanti
Riferimento bibliografico  L. Gatto - "Le Crociate" - Mondadori
Riferimento bibliografico  F. Cuomo - "Storia ed epopea della cavalleria" - Mondadori
Riferimento bibliografico  F. Cardini - "Il vero oltre il mito", speciale Crociate - Medioevo, Rizzoli Periodici
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